ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Luca Gabriele

Nel 2003 ha conseguito la maturità classica e nel febbraio 2007 la laurea in Lettere, elaborando una tesi sulla vita e le opere della scrittrice Dacia Maraini. E' attualmente iscritto al corso di specializzazione in Italianistica dell'Università di Roma Tor Vergata. E' uno dei responsabili del "Laboratorio di creatività letteraria" della Facoltà, gestito direttamente dagli studenti che si occupa di organizzare eventi e conferenze con gli scrittori italiani. Collabora anche con la rivista culturale on line "Romantici Rottami".

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:

    Le donne, la pagina scritta e il peso delle etichette
    Conversazione con Lidia Ravera

    L

    idia Ravera è una ragazza grande, una donna impegnata che ha scritto alcuni libri che hanno lasciato il segno, per aver scandalizzato una generazione e averne divertita un'altra, facendola anche riflettere. Abbastanza intelligente da non lasciarsi sclerotizzare da quell'iniziale successo, che la catapultò giovanissima sulla ribalta della notorietà, oggi ha scritto un piccolo libro, pubblicato con un piccolo editore indipendente, che si è distinto inserendosi nella cinquina dei finalisti del premio Strega. Luca Gabriele l'ha intervistata.

Lidia Ravera racconta il percorso che l'ha portata fino a noi, a partire da 'Porci con le ali' fino alla finale del Premio Strega, con uno sguardo in prospettiva a un nuovo romanzo fiume, che sta scrivendo, che toccherà i punti salienti che costituiscono l'esperienza di vita di tutta una generazione di uomini e di donne. (2008-12-22 18:28:13 ––>Leggi tutto)

    Capitale umano
    Un piccolo investimento in vista di un più importante profitto

    Scartavo dal cellophane La città dei ragazzi, sotto la pensilina dell’autobus, a riparo dall’afa dell’estate anticipata. Un rassicurante cartellone, di una nota agenzia di viaggi, mi invitava a «visitare l’Africa: Casablanca, Tripoli, il Cairo, Sharm El Sheik».

Un tempo, ci chiamavano sciuscià. Uscivamo da una guerra, dalle notti infinite di bombardamento continuo. Ora i nuovi reduci si chiamano Alì, Mohammed, Sharif, Shumon. Vengono dalla Nigeria, dal Marocco, dalla Romania, dall’Afghanistan. Approdano nelle nostre città e scalciano per accaparrarsi un cantuccio d’umanità. Eraldo Affinati, nel suo ultimo romanzo, 'La città dei ragazzi', insegna loro a esprimersi: scrivere e parlare italiano. Ma ha anche voglia di imparare, il maestro, di conoscere e vedere. Per questo segue i suoi allievi in un viaggio in Marocco, per ritrovare casa. Per costruire una tana, nel deserto della comunicazione. Per ritrovare volti e voci che il tempo ha spazzato via, come sabbia sotto il vento. (2008-06-27 14:03:07 ––>Leggi tutto)

    L'amore ai tempi del disincanto
    Candidato al Premio Strega 2008

    Cosa accade quando, senza preavviso, si diventa la posta in gioco di una bieca scommessa tra donne? Cosa spinge il rancore femminile fino alla rivalsa, al dispetto? Cosa scaturire da un capriccio cinico e pungente?

Con 'Le seduzioni dell'inverno', il consueto sguardo sottile, tagliente, la straordinaria capacità di Lidia Ravera di attingere in profondità nell’animo umano, donano al lettore un romanzo scandito da colpi di scena. Parabola noir del disincanto, della disillusione di un amore adulto, imprevisto quanto insidioso. Un capitolo in più nella letteratura a cavallo del millennio. (2008-06-03 09:59:20 ––>Leggi tutto)

    Sulla traccia di Nives
    Dialogo tra Erri De Luca e Nives Meroi

    L'abisso è un volo senza fondo che si apre sotto i passi, dalla vetta abbasso. Raccontare è un lusso per chi, come Nives, sfida la gravità, per chi come lei valica il confine delle terre umane e scala il cielo con le braccia e con i piedi.

È una tra le pochissime donne ad aver scalato le vette più alte del mondo, tra cui dieci Ottomila metri saliti dall'alpinista bergamasca insieme a Romano Benet: Nanga Parbat (8125 m - 1998), Shisha Pangma (8046 m - 1999), Cho-Oyu (8202 m- 1999), Gasherbrum II (8035 m - 2003), Gasherbrum I (8068 m - 2003), Broad Peak (8047 m - 2003), Lhotse (8516 m - 2004), Dhaulagiri (8164 m - 2006), K2 (8611 m - 2006), Everest (8850 m - 2007). (2008-05-14 18:49:00 ––>Leggi tutto)

    Lidia Ravera
    Cantore delle trasformazioni della società e dei problemi dell'universo femminile

    Lidia Ravera nasce negli anni cinquanta, a Torino. È narratrice di grande successo, collaboratrice e acuta polemista per «L’Unità» e «MicroMega». La sua professione si snoda in diciotto opere narrative e una sessantina di sceneggiature.

Lidia Ravera ha saputo rispecchiare con il suo lavoro il disagio di una generazione irrequieta e idealista. I suoi romanzi sezionano i legami familiari, i rapporti madre-figlio e padre-figlia - stereotipi relazionali che tendiamo a riprodurre anche nei rapporti di coppia – i genitori come elementi che condizionano prepotentemente la crescita, la vita personale e sociale degli individui (2008-03-27 14:58:33 ––>Leggi tutto)

    Sorelle
    Trilogia della sorellanza

    Due sorelline poco più che adolescenti, vengono separate dal divorzio dei loro genitori. Angelica, più piccina, resta nella casa di Roma e dividersi l’affetto d’una madre esasperante col suo nuovo e sconosciuto compagno. Carlotta, invece, segue il padre a Parigi, dove la attende una nuova sistemazione, nuove amicizie da conquistare e altri affetti per cui lottare.

Sorelle, il romanzo di Lidia Ravera, dipinge una rappresentazione intensa e sottile, in tre momenti, dell’archetipo di tutte le relazioni tra donne: la sorellanza. Sorelline. Sorellastre. Sorelle. Una trilogia di lunghi e intensi racconti, scritti dopo la morte precoce dell’unica e adorata sorella della scrittrice. Tre ampie narrazioni che descrivono con acume e commozione le diverse età del medesimo sentimento, quello dell’amore familiare. (2008-03-27 14:52:57 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Secondo la tradizione cattolica, aristotelico-tomista, il diritto è l’ordine naturale oggettivo, al quale il singolo deve conformarsi. Per la tradizione moderna, che inizia col Rinascimento, la prospettiva si rovescia addirittura e il dirito diventa prerogativa dell’individuo che autonomamente agisce nella società.»

(Gustavo Zagrebelsky, Contro l’etica della verità, Later

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PAROLE NUOVE

Il Palazzo d'Inverno
La ricca e raffinata raccolta del museo Ermitage
Il termine "ermitage" in francese designa un luogo isolato, un "eremo". E questo fu il nome scelto dalla zarina Caterina II per indicare il palazzo in cui aveva disposto a San Pietroburgo le proprie raccolte; un luogo dove sfuggire al peso del governare. (Elena Marocchi)
Vertigine da infinito
Critica: il 'metodo Citati'
In questa intervista, Pietro Citati ripercorre il Novecento animato dall’interesse per l'infinità del 'senza limite', suggestione che, fin dai tempi dell’Ulisse dantesco, ha affascinato l’umanità. (Pierluigi Pietricola)
Dinanzi alle Terme di Caracalla
Tratta dalle “Odi Barbare”, s’ispira alla rievocazione commossa del paesaggio storico
La voce più intima di Giosuè Carducci, già individuata nel senso doloroso, seppur virile, della morte del tutto, nella stagione della estrema maturità, scarta ancora i limiti angusti della cronaca e della storia, per scendere nella profondità dell’io per indagare le ragioni ultime dell’essere. Questa ricerca è sottintesa dalla sicura consapevolezza di una «poetica della malinconia» e dall’acquisto di un nuovo senso creativo della «immagine» e della «parola», in una misura in cui coincidono prodigiosamente poetica e poesia. (Reno Bromuro)

Amante disperata
Breve racconto allegorico
Una lettera di sfogo ad un uomo dal cuore indurito dall'egoismo, un uomo cui quest'Amante aveva dedicato tutta sè stessa... tutte le sue energie... (Carla Montuschi)
Il mistero della gabbietta vuota
La realtà parallela di Anna Maria Ortese
Quando apparve Il cardillo addolorato fu subito un bestseller. Ancora oggi i tre amici giunti a Napoli da Liegi, nel loro incontro con la popolazione ci aiutano a scoprire una città avviluppata nel mistero e nella propria inerzia. A Napoli - scrive Anna Maria Ortese - retorica e letteratura da strapazzo sono già tutte depositate nel costume, rifulgono nei modi civettuoli e vani delle dame, e scintillano nelle sale da ricevimento, nelle chiese sfarzose... (Redazione Virtuale)
Povera, ma non semplice
E alla fine l'hanno capita anche i critici
Anna Maria Ortese è tra i pochi scrittori italiani ad aver saputo praticare a livello altissimo la professione del giornalista, dell'inviato; ha saputo raccontare l'Italia del suo tempo, e non solo l'Italia, come pochi altri nostri scrittori e pochissimi giornalisti. La critica italiana e internazionale la pone oggi, con il suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi della letteratura europea, al pari della della Morante, della Woolf e della Mansfield. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008