ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Daniele Pettinari

Daniele Pettinari è nato nel 1982 a Roma, dove vive. Dopo la maturità classica, si è iscritto per passione alla Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università “La Sapienza” di Roma, presso cui ha conseguito la laurea in Studi italiani con una tesi intitolata "La poesia di Carlo Vallini tra suggestioni estetizzanti e approdi crepuscolari", e poi la laurea magistrale in Lingua e cultura italiana con un lavoro dedicato a "La vita e l’opera di Camillo Sbarbaro". Appassionato di letteratura primonovecentesca, ha prestato particolare attenzione alla nascita della poesia moderna analizzando le opere di Leopardi, Carducci, Baudelaire, Vallini, Gozzano, Sbarbaro e Montale, e studiando in particolare i tentativi letterari di affrancamento dalle istanze culturali di fine Ottocento attraverso la letteratura sperimentale d’avanguardia. Ama riflettere, perciò leggere, quindi scrivere. Crede che la poesia, la musica, l’arte, facciano vivere. E bene.

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:

    La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
    Parte seconda: «Camminare è stato sempre il mio modo migliore di vivere»

    Una volta vissuti e scoperti i flebili inganni dettati dall’amicizia, dall’immaginazione, dal sonno, dal dolore, dall’amore – temporanee sospensioni dall’assenza di vita e dall’annubilamento della coscienza – lo scavo della condizione alienata dell’uomo moderno che Pianissimo si propone deve poter contare su un’alternativa che, sulla falsariga della grande poesia-pensiero leopardiana, conduca la critica degli inganni fin dentro l’identità interiore del soggetto.

La città moderna, finora estranea alla rappresentazione poetica, con Camillo Sbarbaro fa il suo ingresso nella storia letteraria come uno dei temi caratterizzanti la condizione esistenziale del Novecento, fra attrazione e terrore, partecipazione e rifiuto, via di fuga e condanna. Lo scenario della città come luogo del vagabondare notturno, diviene un ambiente, localizzato nei «vicoli» e nei «fondaci», animato dalle figure che nella prostituzione, nella povertà, nell’alcool consumano la propria esistenza, e a cui il poeta guarda con sentimenti di partecipazione, di «fraternità», quasi di invidia. (2007-06-06 16:40:25 ––>Leggi tutto)

    La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
    Parte prima. Un inno alla potenza del dolore

    La lettera inviata da Angelo Barile al direttore de «La Voce» Giuseppe Prezzolini e datata 19 gennaio 1914, ci permette di seguire idealmente il percorso del libro di poesie – messo a punto da Sbarbaro – dalla «serrata unità ispirativa e espressiva» verso la sua pubblicazione, incoraggiata e promossa dagli amici di sempre, come già avvenne per il libretto giovanile di Resine.

Camillo Sbarbaro inaugura il genere novecentesco del diario in poesia, ovvero il racconto in versi di una vicenda esistenziale, un nuovo modello di autobiografia, sommessa confessione dettata a fior di labbro, «sottovoce», «pianissimo». Il poeta segna la linea di congiunzione con la tradizione di fine secolo e il punto di trapasso verso una nuova poetica: quella dell’interiorità. (2007-06-06 10:11:06 ––>Leggi tutto)

    La formazione di “Pianissimo”
    L’esperienza dell’interiorità

    In un’intervista formulata come confessione di sé, Eugenio Montale racconta: «Avendo sentito fin dalla nascita una totale disarmonia con la realtà che mi circondava, la materia della mia ispirazione non poteva essere che quella disarmonia.

Ripercorrendo la vita di Camillo Sbarbaro negli anni che vanno tra il 1910 e il 1911, affiorano le ragioni ideali ed esistenziali che condussero il giovane poeta a comporre i versi fondativi di quel corpus organico di testi che è "Pianissimo". Il cuore quale “sismografo” di un periodo storico-letterario, è testimone di una vicenda personale ugualmente condivisa da altri scrittori d’inizio Novecento. (2007-06-06 09:38:36 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Ci limiteremo dunque a ricordare che questo nostro tentativo di storia del romanzo cerca le sue ragioni di legittimità e di coerenza nel proporsi come una storia del personaggio narrativo, di quello che abbiamo convenuto di chiamare il personaggio-uomo, cioè il rappresentante di una particolare specie zoologica, non classificata né registrata dalla storia naturale, perché è reperibile solo in un folto, intricato continente, del quale non si trova cenno o figura in nessun atlante, o libro di geografia, dal momento che a formarlo concorrono unicamente le pagine dei romanzi e dei racconti.»

(Giacomo Debenedetti, Il romanzo del Novecento)

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PAROLE NUOVE

Le asine di Saul, sparpagliate nei sentieri infiniti della vita
Uno spazio nuovo di congiunzione nella scrittura per la Poesia e la Filosofia
Il “persiano” che si aggirasse nel nostro attuale panorama poetico e filosofico e tentasse di capire le distinzioni metodologiche della critica o i diversi approcci filosofici rimarrebbe interdetto di fronte alla grande quantità di libri poetici e filosofici che si stampano, rispetto al relativo scarso numero di lettori delle stesse opere, di fronte alla proliferazione di piccole o medie case editrici, rispetto ai tre o quattro grandi editori che decidono le leggi del mercato editoriale, insomma di fronte a tutta una serie di fenomeni prima ancora sociologici che letterari (Tiziano Salari)
Le donne, la pagina scritta e il peso delle etichette
Conversazione con Lidia Ravera
Lidia Ravera racconta il percorso che l'ha portata fino a noi, a partire da 'Porci con le ali' fino alla finale del Premio Strega, con uno sguardo in prospettiva a un nuovo romanzo fiume, che sta scrivendo, che toccherà i punti salienti che costituiscono l'esperienza di vita di tutta una generazione di uomini e di donne. (Luca Gabriele)
La maschera grottesca del nulla e della morte
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Amante disperata
Breve racconto allegorico
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La liberazione del mistico quotidiano
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Paulo Barone (Spensierarsi. Raimon Panikkar e la macchina per cinguettare) interpreta il maesto. La vera sostanza dell’Induismo e del Cristianesimo - dice - non è duale. La vera sostanza delle ‘religioni’, di quelle stesse che come roccaforti si scontrano dimenticando i mille cunicoli sotterranei che le uniscono, non è legata alla differenza, ma alla comunanza, alla co-appartenenza. (Roberto Caracci)
Giovanni Sartori
Le sue opere sono tradotte in tutto il mondo
Giovanni Sartori è nato a Firenze. Laureato nel 1946 in Scienze Politiche e Sociali, già autore di una teoria riguardante la classificazione dei sistemi partitici, è riconosciuto come uno dei massimi esperti internazionali di politologia. Ha insegnato nelle università di Firenze, Stanford, Yale e Harvard e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008