ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

REDAZIONE VIRTUALE

Armando Massarenti

É responsabile della pagina Scienza e filosofia del supplemento culturale «Il Sole-24 Ore Domenica», dove si occupa, dal 1986, di storia e filosofia della scienza, filosofia morale e politica, etica applicata, e dove tiene la rubrica «Filosofia minima».



Per questa sua attività nel 1993 ha vinto il Premio Dondi per la Storia della Scienza, delle tecniche e dell'Industria (Padova) e nel 2000 il Premio Voltolino per la divulgazione scientifica (Pisa).



È autore del volume Il lancio del nano e altri esercizi di filosofia minima (Guanda, Parma, settembre 2006), per il quale gli è stato conferito il Premio Filosofico Castiglioncello 2007. Il lancio del nano è anche oggetto di un esperimento didattico, promosso dalla Società Italiana di Filosofia (Sfi), e coadiuvato dal sito ItaliaLibri, attraverso il quale viene proposto un modo nuovo di motivare gli studenti allo studio della filosofia e alla capacità di argomentare in proprio.



Massarenti è anche autore, con Antonio Da Re, di L'etica da applicare (Milano, 1991). Con Gilberto Corbellini e Pino Donghi ha curato e in parte scritto il volume Bi(blio)etica. Istruzioni per l'uso (Einaudi, 2006), un dizionario di bioetica sui generis, dal quale il regista Luca Ronconi ha tratto l'omonimo spettacolo teatrale andato in scena a Torino, per il progetto Domani delle Olimpiadi invernali 2006.



Nel 1996 ha redatto, insieme a Carlo Flamigni, Maurizio Mori e Angelo M. Petroni, il Manifesto di bioetica laica, che ha suscitato un vasto dibattito, ed è membro dell'Osservatorio di Bioetica della Fondazione Einaudi di Roma. Dal 1999 è direttore della rivista «Etica ed economia» (Nemetria).



Ha curato e introdotto diversi volumi di argomento filosofico-scientifico, come L'ingranaggio della libertà di David Friedman (liberilibri, Macerata 1997), la Storia dell'astronomia di Giacomo Leopardi (La vita felice, Milano 1997), Rifare la filosofia di John Dewey (Donzelli, Roma 1998).



Per Feltrinelli ha curato e introdotto il volume Laicismo indiano (Milano, 1998), una raccolta di saggi del premio Nobel per l'economia 1998 Amartya Sen.



Per «Il Sole-24 Ore» ha curato la collana I Grandi Filosofi (trenta volumi sui protagonisti della storia del pensiero, da Socrate a Wittgenstein, per i quali ha anche scritto le prefazioni).



Ha insegnato o insegna come professore a contratto nelle università di Bologna, Lugano, Siena e dal 2001 tiene un corso di Percezione pubblica e comunicazione della scienza presso l'Università di Milano (corso di laurea in Biotecnologie).



Fa parte delle giurie di due premi per la divulgazione scientifica: il Premio Giovanni Maria Pace, promosso dalla Sissa di Trieste e il Premio letterario Galileo per la divulgazione scientifica, legato al Campiello (Padova). È anche nella giuria del Premio del Giovedì Marisa Rusconi, conferito ogni anno a Milano a un romanzo italiano opera prima.
È titolare di un proprio blog personale.

Dal luglio 2006 su ItaliaLibriNET ha pubblicato:

    Gli embrioni non vanno in Paradiso
    E i morti muoiono davvero

    Martedì scorso, aprendo a Bologna il convegno su «Etica e scienza medica», con la consueta arguzia Umberto Eco, mi ha regalato almeno tre "nani" (così lui una volta ha ribattezzato le piccole provocazioni filosofiche di questa rubrica) che qui rilancio in uno.

Per lungo tempo la Chiesa cattolica ha negato che le donne possedessero un'anima e lo stesso Tommaso D'Aquino era convinto che l'anima fosse assente al momento del concepimento. Alla luce di queste annotazioni, le posizioni dei vescovi in materia di bioetica e di eutanasia suonano ancora più bizzarre. (2008-12-22 20:11:21 ––>Leggi tutto)

    Il paradosso del razzista
    In una notte senza luna tutte le vacche sono nere

    In una città vive un nero ogni dieci abitanti. Un uomo denuncia di essere stato aggredito da un nero. La polizia simula più volte la scena, nelle stesse condizioni di luce, con persone diverse nella parte dell'aggressore, metà bianche e metà di colore.

Il clima di emergenza in tema di sicurezza (apparentemente ingiustificato) stimola una riflessione sulla distanza esistente tra percezione del rischio e reale consistenza del fenomeno e degli scherzi che la suggestione a volte tira alle persone prevenute. (2007-12-19 19:14:21 ––>Leggi tutto)

    Una società decente per gli immigrati
    Permessi sorteggiati a caso? Sarebbe più giusto

    La parola «umiliazione», usata in relazione alle code degli immigrati per i permessi di soggiorno, è quanto mai appropriata. Che cosa c'è di più umiliante che essere costretti a una trafila lesiva della propria dignità per ottenere un diritto mediante procedure arbitrarie e dall'esito quanto mai incerto?

A proposito delle umilianti code inflitte agli immigrati, in occasione del rilascio dei permessi di soggiorno, una società decente dovrebbe tutelare la dignità dei nuovi arrivati. Una proposta interessante prevede l'introduzione del caso tra i criteri di espletamento delle pratiche (2007-12-02 19:41:20 ––>Leggi tutto)

    L'idea di India
    «Una concatenazione goffa, improbabile e sgraziata di differenze»

    All'età di otto anni, a Dacca, dove allora Amartya Sen viveva in un quartiere abitato prevalentemente da indù delle classi medie, vi furono degli scontri tra indù e musulmani. Un uomo, che era stato appena accoltellato alla schiena, si presentò sanguinante davanti a casa.

l'India è oggi, per Amartya Sen, un enorme stato laico che ha ancora molti problemi da risolvere. E' il grande esperimento, in parte incompiuto, nel quale aveva creduto Nehru. l'India, che gli occidentali considerano indù, conta 120 milioni di musulmani, ma anche cristiani, sufi, sikh, gianisti. L'ateismo e il materialismo hanno prodotto la più copiosa letteratura del mondo. Il buddhismo stesso è una forma di agnosticismo e il dio Rama, venerato dai nazionalisti indù, in alcune zone è considerato solo un sovrano pio e bonario. (2007-11-29 17:16:19 ––>Leggi tutto)

    Amartya Sen e il laicismo indiano
    L'India è il luogo della concretezza sul quale si fonda l'intero edificio teorico dell'autore

    Due immagini opposte dominano i saggi di Amartya Sen sull'India raccolti in questo volume. La prima è quella che Sunil Khilnani nel suo The Idea of India, recensito da Sen nel saggio India: una "visione" che si è realizzata (1) considera l'"icona centrale" della storia indiana dall'indipendenza a oggi: si tratta della figura di Jawaharlal Nehru, il leader del Partito del Congresso che nel 1947 svolse un'azione decisiva per fondare lo stato indiano su basi laiche, democratiche e riformiste.

Due immagini opposte dominano i saggi di Amartya Sen sull'India raccolti in Laicismo indiano. La prima è quella che Sunil Khilnani nel suo The Idea of India, recensito da Sen nel saggio India: una "visione" che si è realizzata. La seconda immagine riguarda proprio i fondamentalisti. E' quella della moschea di Ayodhya distrutta nel 1992 dai seguaci del dio Rama militanti nel Bjp. Può essere presa a emblema di un generale scontento rispetto agli ideali laici e democratici del quale Sen indaga le radici variegate e complesse. (2007-11-29 17:16:19 ––>Leggi tutto)

    Siate precisi quando insultate
    Maldicenze e invettive a prova di dizionario

    Prendo questa citazione da L'arte di insultare di Arthur Schopenhauer. Un libriccino che è un po' una fregatura perché non contiene, in realtà, nessun autentico insulto, di quelli originalissimi e geniali di cui è infarcita la prosa del filosofo, soprattutto quando si riferisce a «quel cialtrone» di Hegel o alle imputridite università tedesche.

L'insulto può avere un ruolo importante nelle nostre vite e va distinto dall'ingiuria e dall'invettiva, intese a por fine a ogni ulteriore discussione. Un festival chiamato «Pianeta Maldicenza» ha lo scopo di celebrare l'antico costume cittadino di parlare liberamente in un clima di satira mordace, nel giorno di Sant'Agnese (2007-10-12 11:52:23 ––>Leggi tutto)

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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Io agisco regolarmente su due piani: "il piano umano", cioè la vita quotidiana; e il "piano disumano", cioè la finzione letteraria, le rappresentazioni della fantasia, più ≠ e qui viene la fiction ≠ quella parte ("arrangiata") di vita quotidiana che io volgo a profitto della letteratura, sfruttandone gli eventi come contenuti ai fini narrativi»

( Alberto Arbasino, L’Anonimo lombardo)

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PAROLE NUOVE

Apocalisse da camera
Apologia dell'incomunicabilità
Ne La Piccola Apocalisse l’interesse della narrazione è totalmente rivolto alla parola. Tommaso Landolfi rimane ai margini del panorama intellettuale della sua epoca, ma è assolutamente rappresentativo della crisi esistenziale dell’uomo del Novecento: l’incomunicabilità, la rappresentazione letteraria come lente deformante della realtà sono prerogative onnipresenti nella scrittura landolfiana, nell'ambito di quel filone della prosa che oltrepassa i limiti del reale in direzione del fantastico. (Marta Ferri)
La letteratura nel cinema
Intervista al fondatore dell'«Italian Poetry Review»
Paolo Valesio insegna da trent’anni nelle università americane, dove la letteratura italiana suscita sempre un certo interesse. Più la narrativa che la poesia, più i contemporanei che i classici, grazie anche al collegamento tra cinema e letteratura, ovvero all’illustrazione cinematografica di movimenti letterari... (Maria Antonietta Trupia)
La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
Parte prima. Un inno alla potenza del dolore
Camillo Sbarbaro inaugura il genere novecentesco del diario in poesia, ovvero il racconto in versi di una vicenda esistenziale, un nuovo modello di autobiografia, sommessa confessione dettata a fior di labbro, «sottovoce», «pianissimo». Il poeta segna la linea di congiunzione con la tradizione di fine secolo e il punto di trapasso verso una nuova poetica: quella dell’interiorità. (Daniele Pettinari)

Amante disperata
Breve racconto allegorico
Una lettera di sfogo ad un uomo dal cuore indurito dall'egoismo, un uomo cui quest'Amante aveva dedicato tutta sè stessa... tutte le sue energie... (Carla Montuschi)
Ognuno è come Ulisse, a modo suo...
Una storia fatta di tante storie
I racconti di Franco Donatini ('In viaggio'), autobiografici e insieme surreali, frammenti di esperienze, alcune esaltanti, altre drammatiche, ma mai banali, riflessioni sull'enigma dell'esistenza, incontri casuali di breve durata, squarci di umanità che emergono improvvisi nel fluttuare degli eventi, immagini che durano l'eternità di un istante ma che restano impresse in maniera indelebile, manifestano la volontà dell'autore di condividere esperienze che sempre, alla fine, lasciano dietro di sé vie aperte all’ottimismo. (Alessandra Casaltoli)
Povera, ma non semplice
E alla fine l'hanno capita anche i critici
Anna Maria Ortese è tra i pochi scrittori italiani ad aver saputo praticare a livello altissimo la professione del giornalista, dell'inviato; ha saputo raccontare l'Italia del suo tempo, e non solo l'Italia, come pochi altri nostri scrittori e pochissimi giornalisti. La critica italiana e internazionale la pone oggi, con il suo spirito audace e visionario, tra le figure più grandi della letteratura europea, al pari della della Morante, della Woolf e della Mansfield. (Redazione Virtuale)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008