Mario Rigoni Stern, Storia di Tönle (1978)
Einaudi, 1993
Tascabili, pp. 276
Euro 8,80
l racconto che descrive la storia di Tönle Bintarn non poteva che nascere da Mario Rigoni Stern; Tönle è la memoria storica dellautore: delle sue origini, dei suoi antenati, di un mondo ormai lontano che levento della Grande guerra ha cercato di distruggere.
La vicenda si snoda attraverso gli ultimi anni dellimpero austro-ungarico, tra le contrade appartenenti a Francesco Giuseppe, presso le montagne di Asiago. La vita era dura, il contrabbando un mestiere antico come il mondo, così come antiche sono la fatica, la fame, la povertà della gente di montagna.
Tönle Bintard è lemblema della libertà, è la radice ancestrale che lega luomo alla natura, ai suoi monti, alle sue abitudini, alle stagioni della vita, agli autunni dal rosso pastello delle foglie, agli inverni silenziosi, al fumo odoroso della legna nel camino.
Queste sensazioni accompagneranno passo dopo passo lesilio di Tönle attraverso il mondo, dopo il ferimento di una guardia della Regia Finanza. Ed è nel mondo che, guadagnandosi con diversi lavori un pezzo di pane di segale, lardo affumicato e formaggio, il Tönle custodisce dentro di sé la traccia delle proprie radici: il ciliegio selvaggio cresciuto sul tetto di casa sua. Neppure lo scoppio della guerra, il lampeggiare dei cannoni, lincomprensibile mattanza tra gente delle stesse condizioni, lesodo di vecchi, donne e bambini dalla loro terra dorigine, riusciranno a cancellare il suo mondo antico, il suo gregge, la sua pipa, i suoi prati erbosi, le sue bianche vette.
L'ostinata caparbietà a rimanere ancorato agli odori amichevoli, alle notti autunnali, gli consentirà di sopravvivere anche nel campo di concentramento di Katzenau e a scorgervi la neve sulle montagne ad ovest di Linz. La sua forza interiore lo porterà a imboccare la strada dei pastori, poco lontano da Cittadella, lungo un viaggio di ritorno alle proprie origini, lasciando alle spalle desolazione e morti, eserciti e divise, paesaggi bruciati e ricordi seppelliti dalle bombe.
Raggiungerà San Michele e, come aggrappato al vento quasi primaverile del Natale, si appoggerà a un tronco di ulivo, guarderà lora sul suo orologio nascosto nel taschino, respirerà profondamente laria di casa, stringerà fra i denti la sua pipa e, con un ultimo sguardo alle sue montagne, si addormenterà per sempre, lontano dai rumori della battaglia.
Mario Rigoni Stern ha seminato in questo racconto un pezzo della sua anima antica, la forza del Ricordo, in un intreccio tra gente comune, fatica e gioia di vivere in simbiosi con la natura, dove le vicende storiche della grande guerra si insinuano nel fitto del bosco, fra le prime luci dellalba, nel silenzio cristallino della neve dinverno.
La verità che ne scaturisce ha origini lontane, passa attraverso i secoli, resiste allegoismo delluomo, esalta la natura e diventa un messaggio immortale per le generazioni future.