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LA NUVOLA DI SMOG, DI ITALO CALVINO, L'INDIFFERENZA DELL'UOMO TRA IL INDAGATA ATTRAVERSO UNO STILE SOSPESO TRA IL VERISMO E IL FANTASTICO |
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La nuvola di smog (1958) |
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Leroe di questa novella è un giornalista che, schiacciato da unesistenza qualsiasi, parte alla volta di una grande metropoli alla ricerca di un destino che lo faccia sentire vivo. La metropoli rappresenta loffensiva della polvere soffocante la nuvola di smog che comprime in modo ossessivo la personalità dell'uomo, conducendola alla miseria e al degrado. L'unica speranza smentita dai fatti che emerge è quella di un futuro vissuto in spazi verdi, sani e puliti. Arrivato nella grande città, egli affitta una stanza nella pensione tenuta da una certa signorina Margariti, unanziana sorda e ridotta a unesistenza monotona, chiusa tra le mura della propria abitazione. Il giornalista viene assunto come redattore in un'importante testata dal nome simbolico: «La Purificazione». Questo giornale, di proprietà dellingegnere-imprenditore Cordà, è lorgano di un'intera società, ma di una società ammalata. Il direttore infatti è anche presidente dellimpresa che, più di tutte, inquina la città... Il direttore responsabile del giornale è Avandero, un maniaco della pulizia, a tal punto che nel suo ufficio non si trova mai nulla. Latmosfera è dunque letteralmente e figurativamente inquinata: ovunque la nuvola di smog fa sentire la sua presenza pesante. Gli abitanti si adattano perfettamente al paesaggio assurdo, ripetitivo, burbero; e il giornalista, giuntovi per trovare la vita, il palpabile, trova invece unesistenza divisa tra la redazione, la birreria Urbano Ratazzi altro nome significativo (Presidente del Consiglio nel 1862 e nel 1867, gestì i rapporti del Regno Sabaudo con Garibaldi, NsR) e la sua stanza. Niente di più. Ogni tanto egli riceve le telefonate della sua fidanzata, la quale abita in unaltra città. Claudia è una donna bella e di successo, ma solo agli occhi degli altri, poiché lui ha cessato di vederla così, la percepisce ora velata da una... nuvola di smog. La visita che lei gli fa è un pretesto per discutere della bellezza dei tempi passati, della morale, che appartiene anchessa al passato. La coppia si trova in un delizioso ristorante e osserva un acquario pieno di pesci che trasmette loro allegria, ma anche questo momento di gioia viene interrotto in modo brutale da una famiglia, visibilmente ricca, che indica col dito il pesce che desidera mangiare come secondo. Un ritorno brusco e doloroso al prosaico, alla nuvola di smog che governa non solo la vita della gente, ma anche l'anima, i cervelli. «Tutto è solo crudeltà» è la conclusione di questi due giovani che credevano che la bellezza nascesse da un contatto tra diverse civiltà. Ma quale contatto può esserci se le civiltà sono ugualmente una peggiore dellaltra? Leditore del giornale possiede varie imprese sparse in tutto il mondo, ma la presidenza semplicemente onorifica dell E.P.A.U.C.I. (Ente per la Purificazione dellAtmosfera Urbana dei Centri Industriali) è quella che lo gratifica di più, perché, secondo lui, rappresenta una battaglia per un fine ideale. Grottesco il fatto che proprio la sua impresa sia la piu grande generatrice di smog dell'intera città!, ma «I santi non cambierebbero il loro modo di vivere se sapessero che il Paradiso non esiste?» Il giornalista fa la conoscenza di un giovane operaio, Omar Basaluzzi, il quale, resosi conto dell'impalpabile pericolo incombente sulla città, organizza dei meeting di protesta contro questa quotidiana condanna a morte. Un giorno egli viene licenziato ed entra a far parte di un sindacato cioè del circolo vizioso dal quale si sforzava di uscire. Propone allora la costituzione di una nuova società: "saremo uomini prima dentro e poi fuori". A questo punto siccome il male ha vita lunga si manifesta un pericolo ben più grande e più importante: la radioattività. La nuvola di smog, che uccide le belle mattine di primavera, diventa così uno scherzo di fronte all'atmosfera da fine del mondo che pervade la città. La natura non ha mai prodotto catastrofi così grandi come quelle create dallindifferenza dell'uomo, la quale gli si ritorce contro nel modo più grave possibile. Ora la gente si vergogna di discutere sul tempo, come se volesse mettere sotto silenzio una responsabilità personale. Il finale della novella è un misto tra la speranza il giornalista va in campagna ad assistere a unattività che lo rende sereno: il bucato e lincubo il pensiero di un mondo senza possibilità di salvezza, simbolicamente rappresentato dalla ricerca di immagini belle che rimangano indelebili nel ricordo. Speranza o disastro? Rimane a noi il compito di dirlo e, soprattutto, di agire. A cura della Redazione Virtuale Milano, 25 luglio 2003 |
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I commenti dei lettori
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