Grazia Deledda, Marianna Sirca Newton & Compton, 1994
Biblioteca economica Newton, 160 p.
Euro 3,00
fatti narrati da Grazia Deledda in Marianna Sirca sono ambientati nella Sardegna barbaricina, in luoghi rurali e montani realmente esistenti. Nuoro, il centro abitato dove Marianna vive insieme alla domestica; la serra nuorese, sede della casa colonica e dei terreni ereditati da Marianna; i monti, i boschi e la caverna in cui si nascondono i banditi che spadroneggiano nella regione; ognuno di questi luoghi viene descritto dalla scrittrice sarda con grande intensità.
La narrazione si svolge in un periodo storico imprecisato, ma si può facilmente intuire che non sia distante da quello in cui è stata scritta l'opera (1900-1915).
Il racconto vede come protagonisti principali Marianna Sirca, una giovane di origini modeste, arricchitasi dopo aver ereditato il patrimonio di un suo zio prete, e Simone Sole, un giovane bandito nuorese povero, ma di gran carattere. I due sinnamorano e decidono di sposarsi in gran segreto. Marianna chiede però a Simone di costituirsi alla giustizia e di scontare la sua pena. Quando il segreto trapela, trova tutti contrari. La casa della giovane é posta sotto sorveglianza da parte dei carabinieri, che inutilmente aspettano larrivo di Simone. Inutilmente perché Simone, spaventato dallipotesi di finire in prigione e ancor di più dal timore di essere fatto oggetto dello scherno degli altri banditi, sparisce dalla circolazione. Marianna, delusa, lo accusa pubblicamente di viltà e quando Simone ritorna per chiederle di ritirare loffesa, gli oppone un ostinato silenzio. Contrariato e offeso, Simone si allontana di nuovo ma viene ucciso la sera stessa da un cugino di Marianna.
In settembre, alla festa di Nostra Signora dei Miracoli, Marianna incontra un giovane che le chiede di sposarlo. Dopo diversi mesi, Marianna decide di accettare l'offerta dell'amico, nei cui occhi crede di vedere quelli del fidanzato ucciso
Lo stile di Grazia Deledda é realistico, semplice, brillante. Nonostante i giudizzi controversi nei confronti della scrittrice, nelle sue opere si trovano panorami psicologici di intensa forza e di grande profondità, che la collocano tra i più grandi narratori italiani.
Oggi l'opera della Deledda è oggetto di una revisione critica non sempre generosa; eppure non si può rileggerne i romanzi senza apprezzarne il fascino. E' forse l'unica scrittrice che sia riuscita a trascendere il mito della Sardegna, l'isola antica, selvaggia, abitata dai banditi. Le sue storie parlano della sofferenza umana e sono impregnate di un senso di peccato e dall'incombere del destino. Ma le ansie e i dubbi interiori dei suoi personaggi sono quelli di ognuno di noi.
«Nell'abbassarsi, l'aria infuocata e viola, liquefacendosi dentro il cristallo posteriore della macchina, gli si schiacciò dentro gli occhi. Allora, per evitare lo sbattito, girò la testa. Ma s'icontrò di nuovo nell'incendio dei riflessi che, da Roserio, i vetri rimandavano su tutto l'orizzonte.»
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Daniela, Brindisi, 19/05/'04
Molto interessante...descritto molto bene nei minimi particolari....la scrittrice descrive molto bene tutti i particolari dell'ambiente dove si svolgono le vicende.....e le varie espressioni del corpo e del viso dei potagonisti....ma la cosa che non mi è piaciuta è il periodo del racconto,i vari pensieri dei protagonisti che sono troppo in là con i tempi.......