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Enrico Palandri, Allegro fantastico
Bompiani, 1993
Le finestre, 140 pp.
Euro 11,36
redici racconti, tredici lenti per osservare la realtà a partire dagli spunti più quotidiani, per scoprire che anche gli oggetti e gli eventi di tutti i giorni aprono uno spiraglio su un mondo fantastico, libero dagli schemi un po rigidi della realtà, suscettibile di infinite interpretazioni.
Cè un appartamento con una porta misteriosa oltre la quale «cè buio, freddo e silenzio». Una porta che si può nascondere per anni dietro un pesante armadio, ma che alla fine viene voglia di oltrepassare, per scoprire se in quel buio si nascondono gli oggetti e i volti del passato. (Non bisogna fidarsi degli appartamenti)
Cè un normale ascensore di un normalissimo palazzo di uffici, che piano dopo piano si rivela un passaggio per linferno, ma un inferno senza fiamme, in cui il manager protagonista è condannato ad assistere in eterno ai danni operati dai suoi successori senza poter più intervenire. (In un grattacielo)
Cè lennesima innovazione tecnologica, un meraviglioso certificato di pubblica esistenza elettronico che dovrà finalmente risolvere ogni intoppo burocratico
a patto che il tanto atteso certificato arrivi, perché pare che gli incartamenti di chi non possiede dati abbastanza interessanti giacciano abbandonati in fondo agli uffici. (Un nuovo certificato)
Cè un merlo di nome Gaspare, che nel racconto più lungo della raccolta sa leggere ogni pensiero del suo padrone, un disegnatore di fumetti che, tutto preso dal desiderio di una compagna, perde sempre più la capacità di cogliere i suggerimenti del suo fedele amico. Gaspare si vede allora costretto ad agire autonomamente, pilotando gli eventi per far incontrare al suo proprietario la donna che egli tanto sospira, e usando come portavoce il figlio di lei, che finirà per rimproverare al protagonista la sua sordità al linguaggio degli animali e degli uomini, dandogli un salutare scossone. (Un merlo di nome Gaspare e i felici guai che ha combinato nella mia vita)
Il tema del confine incerto tra realtà e apparenza, tra realtà e fantasia, tra realtà e finzione letteraria si fa via via più esplicito, fino ad arrivare al racconto conclusivo, Una serata con loro, che mette a tema la natura stessa della scrittura e della lettura, mettendo lautore a confronto con i personaggi letterari amati, che solo grazie alla passione dei lettori rimangono in vita, e con i personaggi dei suoi precedenti romanzi, ancora in attesa dellopera che potrà illuminare tutta la produzione del loro creatore.
Enrico Palandri conduce con sicurezza il lettore in questo viaggio dentro e fuori dalla realtà, introducendo una nota di assurdo in situazioni perfettamente verosimili e rendendo viceversa familiari le situazioni più inverosimili. Alla fine del percorso sembra non sia più così importante stabilire con certezza cosa sia reale e ammissibile e cosa frutto di fantasia, perché in fondo si tratta di due facce di ununica medaglia: quellesperienza unica e del tutto imprevedibile chiamata vita.
A cura della Redazione Virtuale
Milano, 11 agosto 2003
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