ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

OPERE A-Z
Luigi Meneghello

I piccoli maestri (1964)

Tra ironia e avventura, la Resistenza come formazione
(Pasquale Vitagliano)

*
Con 'I piccoli maestri' Luigi Meneghello scrive un romanzo di formazione nel quale l’esperienza della guerra di Resistenza si trasfigura, da drammatico contesto storico-politico in scenario di avventure nel quale i protagonisti raggiungono la propria maturazione sentimentale e culturale.

    «Mi ero imposto di tenere fede a tutto, ogni singola data, le ore del giorno, i luoghi, le distanze, le parole, i gesti, i singoli spari» (Luigi Meneghello)

*

piccoli maestri non sanno fare la guerra. Sarà perché hanno un forte spirito di libertà, che li rende refrattari alle gerarchie militari. Sarà perché hanno letto troppi libri e possiedono uno scarso senso pratico.

Sarà che loro preferiscono la parola all’azione. Il fatto è che quel gruppo di studenti universitari che nell’autunno del 1943 si dà alla macchia prima sui monti del bellunese e poi sull'altopiano di Asiago per combattere la propria personale guerra contro il nazismo, sperimenterà un apprendistato umano, più che politico.

Gigi e Lello studiano lettere, Enrico e Simonetta, ingegneria e Bene, medicina. A loro si uniranno un marinaio, un operaio ed un sottufficiale degli alpini. Sarà questa la formazione partigiana dei “piccoli maestri”, ovvero la «banda dei perché», come loro stessi la chiamano. Alla sua guida c’è Capitan Toni, Antonio Giuriolo, partigiano anomalo, aderente al partito d’azione, non capo politico, professore precario di filosofia perché si è rifiutato sempre di prendere la tessera del fascio.

Opera autobiografica di Luigi Meneghello, I piccoli maestri è un romanzo di formazione nel quale l’esperienza della guerra di Resistenza si trasfigura da drammatico contesto storico-politico in scenario di avventure nel quale i protagonisti raggiungono la propria maturazione sentimentale e culturale. In questo percorso di iniziazione Capitan Toni è una figura centrale. Capo militare sull’Asiago, dopo essere stato docente di filosofia a Padova, maestro di letture e coerente testimone di libertà.

*

Meneghello scrive I piccoli maestri nel 1964. Il tempo trascorso dà distanza alla narrazione, il tono è sospeso su una memoria che si alimenta anche di fantasia, in un’atmosfera sognante. Il racconto non è per questo meno drammatico, solo che assume un profilo antieroico e antiretorico, per alcuni tratti metafisico. Lo stesso profilo dell’ altopiano di Asiago, pur nella sua naturale bellezza, perde una precisa collocazione geografica. Rischiarato dalla memoria, acquisisce una luce tutta nuova, “smeraldina e dorata”. Da luogo della battaglia, “difforme, inanimato e inerte”, diventa luogo della memoria, paesaggio nel quale si è incarnato per sempre lo spirito di libertà dei protagonisti.

Capitano, mio capitano... Questi partigiani insoliti parlano poco di politica e non discutono affatto di socialismo. Parlano di letteratura e recitano poesie. In testa hanno Mazzini e citano Rilke. «Con i versi si fa ben poco quando li si scrive troppo presto. Per poter scrivere un solo verso si devono vedere prima molte città. E anche avere ricordi non basta, si deve poterli dimenticare quando sono molti e si deve avere la grande pazienza di aspettare che ritornino». E Meneghello ha atteso vent’anni i suoi ricordi sulla Resistenza, un anno dopo aver scritto il suo capolavoro, Libera nos a Malo, rievocazione ironica e appassionata della provincia veneta e di Malo, proprio paese natale.

La trama de I piccoli maestri prende le mosse dall’Armistizio di Cassibile. Il protagonista non ha fatto in tempo a terminare il corso di allievo ufficiale negli Alpini. Dopo l’8 settembre 1943 l’esercito è allo sbando e Gigi per evitare l’arruolamento obbligatorio ordinato dalla Repubblica di Salò si unisce ad altri giovani partigiani. L’adesione alle formazioni partigiane è in un primo momento frutto di necessità. Col tempo si trasforma anche in un’avventura ideale. La realtà è un’altra, sospesa tra l’inerzia di una naja armata e il momento improvviso e crudele di uccidere. All’apparire di questa, il gruppo non regge. Gigi va avanti, seguendo il faro di Capitan Toni. Conosce sui Colli Berici le formazioni comuniste della Brigata Garibaldi che sente lontanissime eppure ammira per la ferrea disciplina e la capacità organizzativa. I comunisti sparano facile e si lasciano dietro rovine e dolore. Loro vogliono distinguersi. Loro sono «garbati e quasi soavi». Gigi partecipa ad alcune operazioni che lo portano a Padova nella città dei suoi studi. Qui Gigi e Simonetta, dolcissima staffetta dei piccoli maestri, vivono il loro primo amore, lontani dalla storia, negli ultimi giorni di guerra, fino all’inattesa apparizione di una colonna di carri armati inglesi che annuncia la Liberazione. Qualcuno ha scritto che la formazione dei “piccoli maestri” era composta di apprendisti italiani. E’ vero, ma si trattò di un genere molto particolare di italiani e sempre minoritario nella nostra storia: coerenti ma non faziosi, colti ma non retorici, democratici ma non demagogici. Civili prima ancora che politici.

*

Nel 1998 dal romanzo di Meneghello, Daniele Luchetti ha tratto un film con Stefano Accorsi nella parte di Gigi e Marco Paolini in quella di Capitan Toni, presentato al Festival di Venezia. I piccoli maestri di Meneghello si distingue dagli altri romanzi sulla Resistenza – anche se ha in comune con Il Partigiano Johnny di Fenoglio la prima stesura in inglese – perché non è un’opera memorialistica e non è un romanzo neo-realista o politico.

Non è azzardato affermare che si tratta di un libro di avventura, di piacevole lettura e consigliabile a un pubblico di lettori giovani come romanzo di formazione, che può anche prescindere dai fatti storici in esso narrati. «Mi ero imposto di tenere fede a tutto, ogni singola data, le ore del giorno, i luoghi, le distanze, le parole, i gesti, i singoli spari», aveva detto Meneghello per motivare l’ispirazione di questa sua tardiva testimonianza. Prevalgono i luoghi fisici della sua terra e della sua lingua, recuperata nelle forme più antiche e mischiata con neologismi, anglicismi ed espressioni gergali. La memoria della propria giovinezza finisce per prevalere sulla memoria storica. In questi luoghi, tra Malo, Thiene e Vicenza, Luigi Meneghello è tornato a vivere gli ultimi anni della sua vita, dopo aver insegnato letteratura italiana all’Università di Reading in Inghilterra, fino al giorno della sua morte nel giugno del 2007.

*

Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato da questo brano:



NOTE
Le immagini (dall'alto):
Foto di gruppo di un brigata di partigiani nel Vicentino.
Cadavere di uno di 31 tra partigiani e civili impiccati dalle truppe tedesche, lasciati esposti nelle vie di Bassano del Grappa e dileggiati dai fascisti per 20 ore, il 26 settembre 1944.
Fascista ucciso dai GAP.



BIBLIOGRAFIA

Milano, 2008-10-03 19:05:51

© Copyright italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net

Google
Web www.italialibri.net www.italialibri.org

AUTORI A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

SBN & RICERCHE...
Iccu
NOTIZIEITALIALIBRI
Notizie ItaliaLibri
Registrati!
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Io agisco regolarmente su due piani: "il piano umano", cioè la vita quotidiana; e il "piano disumano", cioè la finzione letteraria, le rappresentazioni della fantasia, più ≠ e qui viene la fiction ≠ quella parte ("arrangiata") di vita quotidiana che io volgo a profitto della letteratura, sfruttandone gli eventi come contenuti ai fini narrativi»

( Alberto Arbasino, L’Anonimo lombardo)

AUTORI A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

PAROLE NUOVE

Le parole in viaggio del coltivatore nomade
Lo sguardo impermanente del viaggiatore
Un misterioso viaggiatore, Giano, nella finzione narrativa di Sguardo di transito cede il plico dei suoi racconti di viaggio all’autore – Franco Romanò – affinché questi vi metta ordine. La sua frustrazione di viaggiatore solitario (Lisbona, Berlino, Sudafrica, Sudamerica, Venezia, Damasco, Portogallo, Messico, Cuba, Siria...), che sceglie di non viaggiare più e ritirarsi in un fazzoletto di terra- dopo aver rifatto quasi il percorso di Alessandro Magno - va al di là della dimensione individuale, ma riguarda anche il livello di una umanità che ha smarrito il senso del dialogo fra diversi e, malgrado l'unità del mondo globalizzato, della comunione (Roberto Caracci)
Vertigine da infinito
Critica: il 'metodo Citati'
In questa intervista, Pietro Citati ripercorre il Novecento animato dall’interesse per l'infinità del 'senza limite', suggestione che, fin dai tempi dell’Ulisse dantesco, ha affascinato l’umanità. (Pierluigi Pietricola)
Ereditarietà e predestinazione nei personaggi de “I Viceré”
Romanzo-simbolo della decadenza e della fine non solo di una stirpe ma di tutta una condizione sociale.
L'itinerario stilistico di Federico De Roberto può considerarsi inscritto sull’asse verismo-naturalismo-psicologismo. "I Viceré" è il risultato dell’elaborazione dei vari passaggi che lo hanno svincolato da ogni precedente “ismo“. Nel romanzo la storia della Sicilia post-garibaldina viene delineata attraverso le vicende private degli Uzeda di Francalanza, il cui ultimo “discendente” sarà soltanto un groviglio di cromosomi degenerati. (Anna Maria Bonfiglio)

I due destini di uno scarto
(Grazie ad esso la vita acquista un senso nuovo)
La velocita lo comprime. Ogni secondo diventa prezioso per chi vuole arrivare e per chi, al contrario, non desidera partire. O meglio... di-partire. Del tempo, dunque, meglio non gettare via nulla. Neanche uno scarto. (Carla Montuschi)
Ognuno è come Ulisse, a modo suo...
Una storia fatta di tante storie
I racconti di Franco Donatini ('In viaggio'), autobiografici e insieme surreali, frammenti di esperienze, alcune esaltanti, altre drammatiche, ma mai banali, riflessioni sull'enigma dell'esistenza, incontri casuali di breve durata, squarci di umanità che emergono improvvisi nel fluttuare degli eventi, immagini che durano l'eternità di un istante ma che restano impresse in maniera indelebile, manifestano la volontà dell'autore di condividere esperienze che sempre, alla fine, lasciano dietro di sé vie aperte all’ottimismo. (Alessandra Casaltoli)
Lidia Ravera
Cantore delle trasformazioni della società e dei problemi dell'universo femminile
Lidia Ravera ha saputo rispecchiare con il suo lavoro il disagio di una generazione irrequieta e idealista. I suoi romanzi sezionano i legami familiari, i rapporti madre-figlio e padre-figlia - stereotipi relazionali che tendiamo a riprodurre anche nei rapporti di coppia – i genitori come elementi che condizionano prepotentemente la crescita, la vita personale e sociale degli individui (Luca Gabriele)


ALTROVE






Pubblica annunci su ItaliaLibri
Pubblica annunci Google AdWords su ItaliaLibri
http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008