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Articoli pubblicati il 25.11.03
Rinascimento privato, di Maria Bellonci, è la storia di Isabella d’Este, donna dall’intelligenza acutissima e pronta, astuta e manipolatrice — perfetta per esercitare la politica in quei tempi di macchinazioni, congiure e alleanze continuamente fatte e disfatte — che, sposa sedicenne di Francesco Gonzaga, diventa la marchesana di Mantova inaugurando il proprio regno nel 1490.
Forse che sì, forse che no è ambientato da Gabriele D'Annunzio fra le «più moderne vicende» dell’epoca, ma questo modernismo non dev’essere frainteso. La macchina viene quasi glorificata: nell’iniziale precipitosa corsa verso Mantova della macchina rossa lanciata in una furibonda gara mortale; nella gara verso il cielo sull’ordigno dedaleo lanciato «a un’altezza non raggiunta mai»; nei voli d’amore sull’Arno e su Pisa; nella folle corsa nei pressi di Covigliaio verso Firenze e verso Isabella e poi ancora nell’attraversamento del mare «d’Ulisse e d’Enea» sull’Ardea verso la morte, poi vinta dalla quasi gridata «volontà di vivere».
E' la novella che chiude la seconda raccolta di Storielle vane, di Camillo Boito, uscita nel 1883, ed è senza dubbio quella che ha avuto maggior fortuna, grazie anche alla splendida trasposizione cinematografica che ne fece Visconti nel 1954. La vicenda di Senso, ci viene narrata attraverso il “diario” della protagonista, la contessa veneziana Livia, la quale, a distanza di quasi vent’anni, decide di raccontare a se stessa, in una sorta di autoanalisi, la sua relazione con il bellissimo tenente austriaco Remigio Ruz.
Casa d'altri e altri racconti, di Silvio d'Arzo (pseudonimo di Ezio Comparoni), è una breve raccolta di racconti a loro volta brevi, se non addirittura brevissimi, pubblicata dai tipi della Einaudi per la prima volta nella collana dei Nuovi Coralli nel 1980, Casa d’altri è un’occasione persa per sempre: quella di godere dell’opera matura di uno scrittore che l’Italia letteraria non ha mai (più) avuto l’occasione di possedere, con buona pace dei tanti successivi, magari involontari imitatori — un Salinger ante litteram.
La foto di Orta, di Laura Pariani, è la ricostruzione di un momento fugace, che per Friedrich Nietzsche assume valenza preziosa. Unico spiraglio al traguardo, mai raggiunto, di un amore possibile, quello per la giovane Lou von Salomé, che lo accompagna nella visita al piccolo lago piemontese. Ed è proprio questo lago, raccolto in un'atmosfera remota e immerso in uno spazio separato, a porsi come sfondo per la folgorazione di un Nietzsche adulto, ma ancora denso di aspettative affettive
Articoli pubblicati il 24.11.03
Per Salvatore Satta la scrittura, in particolare ne Il giorno del giudizio, era come un groviglio di sentieri, i sentieri di un viaggio nel tempo, tra i morti, dai quali si sentiva invocato. Nel suo ritorno a Nuoro, a quel nido di corvi diviso come e più della Gallia, lo troviamo nel cimitero della città, di buon mattino, evitando di vedere e di essere visto.
Un volto inedito della Sardegna ci mostra Angelo Mundula col suo ultimo libro, L'altra Sardegna,: insieme di descrizioni e riflessioni sedimentate nel corso di decenni. E si dissolve, durante la lettura, la maschera patinata — mercantil-vacanziera — che all’isola si sovrappone da tempo, e quella etnica non meno falsa, se non caricaturale, fonte di malintesi e pregiudizi. Ecco allora affiorare, dell’“altra Sardegna”, un volto dai tratti ben più credibili, in fondo non così disdicevoli, in fondo non così nobili.
Ne La via dei lupi, il medioevo si dispiega fin dalle prime pagine come un foglio a due facce. Carlo Grande pone, da una parte i banchetti di corte, con gli ammiccamenti amorosi e i falsi duelli, dall’altra la violenza gratuita, perpetrata verso chi non ha potere. Da una tale società il soggetto eccezionale si dissocia e, per orgoglio, combatte la propria battaglia. Certamente il ribelle compie un percorso impervio, che lo conduce verso la conoscenza di sé e degli uomini.
Articoli pubblicati il 11.11.03
«Spero venga letto con serenità», scrive Leonardo Sciascia nell’introduzione alla prima edizione (1989) di A futura memoria, raccolta di suoi articoli apparsi dal 1979 al 1988 su «Il Globo», «L’Espresso» e, principalmente, sul «Corriere della Sera».
Pubblicato nel 1881, dopo Miranda (1874) e la raccolta di poesie Valsolda (1876). Malombra è il primo romanzo di Antonio Fogazzaro e anticipa i temi principali dell’autore: il mistero, il misticismo e la follia, tipici della poetica della Scapigliatura. L’opera, inoltre, rappresenta un originale esempio nella letteratura italiana di romanzo “gotico”.
Piccolo mondo antico, romanzo di Antonio Fogazzaro, venne pubblicato a Milano nel 1895 — benché l’autore avesse cominciato a scriverlo dieci anni prima, nell’agosto del 1884 — divenne in breve tempo un grande successo, anche internazionale, tradotto in inglese e francese.
Il santo, scritto nel 1905, insieme a Leila del 1910 - anche questo messo all'Indice - conclude il ciclo dei romanzi di Fogazzaro. In queste due ultime opere, ma ne Il santo in particolare, viene esasperata la battaglia modernista e il tema fondamentale dell'opera dello scrittore vicentino: il dissidio tra fede e scienza, tra fede e sensi.
Chiar daca prima editie a Afacerii murdare din strada Merulana iese in 1957, Gadda incepuse sa lucreze la acest roman omnivor si de neclasificat in 1946, imediat dupa sfarsitul celui de-al doilea Razboi Mondial: anumite parti fusesera publicate in revista «Literatura» in 1946- 1947 (Quer pasticciaccio brutto de via Merulana in rumeno).
Articoli pubblicati il 6.11.03
Nato a Milano nel 1922, Giorgio Manganelli fu narratore, critico, giornalista, saggista, demistificatore, visionario. Mai solo ed esclusivamente scrittore. Scrittore della scrittura, scrittore della menzogna della letteratura. «Buffone», come ogni scrittore che sceglie «in primo luogo di essere inutile».
Articoli pubblicati il 5.11.03
Fosca è considerata la prova migliore di Igino Tarchetti, uno dei principali esponenti della Scapigliatura milanese, che lavorò a questo romanzo fino alla morte per tifo, avvenuta il 25 marzo 1869. Non riuscì però a completarlo: stese i due capitoli conclusivi, ma la parte mancante, la notte d’amore di Giorgio e Fosca, venne scritta dall’amico Salvatore Farina per permettere la pubblicazione dell’opera, che uscì a puntate sul «Pungolo», quello stesso anno.
Dopo gli esperimenti narrativi di Ti prendo e ti porto via, Niccolò Ammaniti sceglie una trama più semplice. Pubblicato nel 2001, Io non ho paura conosce fin da subito un notevolissimo successo, tanto che il regista premio Oscar Gabriele Salvatores lo sceglie come soggetto per farne un film, uscito nelle sale nel marzo 2003.
Il nostro primo, solenne, stranissimo Natale senza di lei, di Franco Stelzer, nove racconti dedicati all'infanzia e all'adolescenza, alla memoria, che alternano pensieri mascalzoni a domande filosofiche sulla vita.
Roman neterminat Un fulger asupra lui 220 va fi propus la reconstructia facuta de Dante Isella asupra hartilor si caietelor autografe ale lui Carlo Emilio Gadda (Un fulmine sul 220, traduzione in rumeno).
«Siamo ormai costretti a mentire, a falsificare dati: a volte per illuderci della razionalità di una morte…» ci dice Antonio Fiori nella premessa al suo volume Sotto mentite spoglie. L’uomo del nostro tempo, ma forse è sempre stato così, naviga dentro un collaudato sistema di menzogne, crudele o indulgente non importa, e soltanto qui intende esistere, più che vivere, sotto mentite spoglie.
Una tematica dolorosa e complessa, quella della depressione, la malattia affrontata da Giorgio De Rienzo, con la quale tutti i personaggi de Il dolore di amare devono fare i conti, se si vuole attribuire un significato ulteriore a quello delle esistenze parallele vissute in trentacinque anni di vita matrimoniale...
Articoli pubblicati il 4.11.03
Davide Rondoni è il poeta italiano contemporaneo più di ogni altro dentro la contemporaneità. Le sue opere rivelano un poeta originale nel panorama odierno, che cita Vasco Rossi e Don Giussani liberamente, come sentori che penetrano una realtà da diversi, inaspettati punti di vista. Tra viaggio e poesia è un brano tratto dal saggio introduttivo dell'antologia Lirici e visionari, che rappresenta un viaggio attraverso l'intimo sentire di tredici poeti contemporanei italiani (di Alessandro Moscè).
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Un immaginario percorso ascendente (dall incomunicabilità muta a una comunicazione viva ma sterile), lantico tema del rapporto tra madre e figlio. Un «album della famiglia» italiana del secondo '900. Il malessere deborda dalle tavole e dai «tinelli» delle case bene (Gadda), alle fabbriche e alle piazze (Romano, Ginzburg). Il conflitto ruota intorno a una minaccia terrificante: il rifiuto autodistruttivo della prole di riprodursi. (Fallaci, Gadda, Ginzburg, Morante, Romano...)
Premio Strega edizione 2000 Fino alla 350° scheda fu parità assoluta La sera del 6 luglio, al Ninfeo di villa Giulia a Roma, dopo una lunga e tesa gara, Ernesto Ferrero vinse con N. (Einaudi) il 54° premio Strega.
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« Almeno essere stati italiani per qualcosa!»
Busi parla della sua solitudine, dellisolamento che sente di subire ad opera del mondo della cultura; dei pericoli che, un intellettuale non schierato e non protetto come lui, corre di fronte allirrascibilità del potere politico; delle influenze letterarie che, nel corso degli anni hanno contribuito ad arricchire il suo stile inconfondibile.
Il ricordo dei MosilloElsa Morante e Alberto Moravia a Fondi
Per ricostruire la natura dei rapporti che legarono i Moravia alla famiglia dei Mosillo, un utile riferimento è costituito dalla testimonianza che proprio Moravia ha dato nella biografia-intervista di Enzo Siciliano (di Emanuele Sepe)
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«Gli imperi cadono quando l'educazione dei principi cede alla letargia borghese, con la sua puntigliosa, superstiziosa ignoranza della radice spirituale di ogni dominio.» (Cristina Campo, Gli imperdonabili)
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