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Ultime acquisizioni
Articoli pubblicati il 27.6.02
In occasione della riedizione di Cera e oro, romanzo del post-colonialismo italiano, per l'editore Meridiano Zero, l'attore Sandro Lombardi, che ha a lungo frequentato il Nord Africa, rievoca in una nota al libro le vicende che hanno spesso portato la sua vita a incrociare quella di Mauro Curradi, prima del loro definitivo incontro, alla fine degli anni '80 (di Sandro Lombardi).
La pelle è il canto del cigno di una poetica apparentemente distaccata e cinica, su Napoli, l’Italia, la Vita. Giornalista e ufficiale di collegamento dell’esercito italiano con il contingente alleato, neorealista, classico e moderno, Curzio Malaparte nutre il culto tragico della morte, vera protagonista del romanzo: la fine degli ideali di una fanciullezza mai esistita, offerta agli dei in cambio del nulla.
Articoli pubblicati il 24.6.02
In Per le antiche scale lo scrittore-psichiatra Mario Tobino ci mette nelle condizioni di osservare la malattia mentale dal punto di vista “clinico”, quello cioè del medico ospedaliero, dello psichiatra, nel corso della trasformazione che portò alla legge 180, detta legge Basaglia e alla chiusura dei manicomi.
Articoli pubblicati il 6.6.02
Con questo libro, Diceria dell’untore (1981), opera prima dell’autore di Comiso, a lungo meditata, attentamente costruita e poi subito bestseller, Gesualdo Bufalino mette in scena qualcosa di più della dissoluzione melodrammatica dei suoi personaggi: egli mette in scena la dissoluzione stessa del melodramma.
Mario Tobino nacque a Viareggio nel 1910, e lì trascorse infanzia e adolescenza. Studiò medicina a Bologna e, in seguito, esercitò la professione in vari manicomi. Le opere famose: Il figlio del farmacista (1942), Il deserto della Libia (1951), Le libere donne di Magliano (1953), Il clandestino (1962), Per le antiche scale (1971).
Sotto il sole giaguaro uscì nel maggio 1986 presso Garzanti. Il volume raggruppa tre racconti: Il nome, il naso, Sotto il sole giaguaro e Un re in ascolto. Calvino intendeva scrivere un testo dedicato ai cinque sensi. Purtroppo non fece in tempo.
Articoli pubblicati il 3.6.02
Dino Campana nacque il 20 agosto 1885 a Marradi, in provincia di Firenze. I suoi Canti Orfici, opera affidata a Papini e Soffici, fu smarrita ed egli la ricostruì con fatica e furia. Come poeta fu riconosciuto in seguito all’internamento definitivo in manicomio e dopo la morte avvenuta nel 1932.
Piero Chiara nacque a Luino (Varese) il 23 marzo 1913. Tra le sue opere più importanti: La stanza del vescovo, I giovedì della signora Giulia, Il pretore di Cuvio. Da ricordare, oltre alla sua attività di scrittore, quella di saggista e curatore.
Carlo Sgorlon nacque a Cassacco, in provincia di Udine, nel 1930. Il suo primo romanzo, Il vento nel vigneto, uscì nel 1960; fu riscritto, poi, nel 1971 in dialetto friulano e col titolo Prime di sere. Al centro dell’opera sgorloniana vi sono la provincia e le donne.
L’Innocente di Gabriele D’Annunzio, è la storia di un infanticidio, di una malattia psichica, di un amore nevrotico e, soprattutto, una confessione. Il protagonista, Tullio Hermil, ricco e nobile intellettuale, è il tipico eroe - antieroe dei romanzi dannunziani.
Montedidio è il nome di un quartiere napoletano, che dà il titolo allomonimo romanzo di Erri De Luca. La vicenda è quella di un ragazzo che mette per iscritto, su un rotolo di carta ricevuto in dono da un tipografo non del tutto disinteressato, la breve stagione che lo porta all’età adulta.
Scritto nel 1977 in seguito alla perdita di un figlio, Lettera ad un bambino mai nato è un libro di non più di cento pagine, in cui Oriana Fallaci riesce a condensare il travaglio di una donna di fronte ad una maternità inaspettata, il cui triste epilogo si può intravedere già dal titolo.
Papini scrisse Un uomo finito nel 1912, e aveva da poco superato i trent’anni. L’opera, una sorta di biografia intellettuale, si compone di 50 capitoli scanditi in 6 parti che come in una partitura vogliono rendere il variare degli stati d’animo delle diverse epoche raccontate.
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Da Gadda al Gruppo 63 Il primo congresso della Neoavanguardia ebbe luogo a Palermo dal 3 all8 ottobre del 1963 Il primo congresso del Gruppo 63 formalizzava l'impegno di alcuni intellettuali che osarono sfidare lo status quo e proporre un approccio creativo che tenesse conto di nuove realtà concretizzatesi con un diverso clima economico e con la rivoluzione massmediatica del dopoguerra. (Arbasino, Balestrini, Eco, Gadda, Pasolini, Sanguineti, Testori...).
Pier Paolo Pasolini. 1922-1975 Mandanti politici ordinarono, criminali comuni eseguirono e Pino La Rana, il borgataro "ragazzo di vita", si accollò l'omicidio. La sua morte è l'emblema dell'atmosfera che si respirava in Italia e che aleggia quanto mai stabile tutt'ora. Dietro a quell'atto rimane il biasimo e il rancore impotente ma indelebile di un mondo per bene che non sempre approvava lo scrittore, ma che riconosce in lui la statura il rigore e il genio del grande intellettuale e nel parastato deviato una fonte inesauribile di sventure nazionali.
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Alla ricerca di una poesia biologica Nella grande galassia stellare entro cui vivono miliardi di poetici batteri...
La sua poesia è un esempio di grande istintività che non cozza con la sua razionalità di medico. Per Giuseppe Bonaviri il vero dolore delluomo è quello biologico, della malattia, della morte e i Tampax sono poetici come i cavalli lunari (di Roberta Tiberia).
L'umanità normale di Carlo Cassola Il realismo sub-limimare, ovvero, il film dell'impossibile
Carlo Cassola, che ha creato alcuni personaggi femminili straordinari, riesce a infondere in ogni gesto quotidiano, anche il più banale, il senso profondo della vita. Tutta la sua lÕopera ne illustra lÕinesauribile bellezza e il fluire lungo la strada della poesia. Nelle storie di gente della borghesia contadina tipiche della Toscana, l'autore descrive la loro verità, la loro umanità poetica, che non esplode nella grandi emozioni, matura nella semplicità del vivere quotidiano. La verità che ne scaturisce è che nella vita tutto è memorabile e tutto è indifferente. Ed è liindifferenza, vera o simulata, l'unica via di scampo, medicina infallibile per curare le ferite che la vita ci procura. (di Roberto Izzo)
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