LA LETTERA, DAL ROMANZO EPISTOLARE DI GOETHE E FOSCOLO, AL CARTEGGIO, ALLE CORRISPONDENZE DI VIAGGIO, ALLE INTERCETTAZIONI, A ECHELON
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Dicembre 2002 Un genere letterario riservato ed elegante, alla portata di tutti ma originariamente limitato a un pubblico scelto di interlocutori: amici, familiari, conoscenti.
Echelon. Ovvero, la circolazione delle opinioni nell'Unione Europea e la tutela della loro riservatezza
In ogni epoca, le persone che hanno avuto accesso a un'istruzione superiore l'hanno messa a frutto in primo luogo per confrontare per iscritto i propri punti di vista. E i governi spesso ne hanno approfittato, monitorando la corrispondenza di quegli intellettuali le cui idee ritenevano troppo originali.
Con la diffusione capillare della telefonia, la consuetudine alla scrittura è venuta meno e paradossalmente la gente più istruita è stata la prima a perdere dimestichezza con la penna. Quanto ai governi, per tenere sotto controllo i cittadini più anticonformisti, si sono concentrati sulle intercettazioni delle comunicazioni telefoniche, regolamentate (più o meno) da organismi democratici..
Oggi, grazie allo sviluppo della tecnologia, si sta di nuovo assistendo a un leggero innalzamento delle capacità letterarie delle persone. Tuttavia, con lo sviluppo di Internet e la diffusione della telefonia cellulare, il pericolo di intercettazioni si è fatto "planetario".
Secondo un documento sviluppato nel 1998 per conto del Parlamento Europeo, Gli Stati Uniti, insieme all'Australia, al Canada, alla Gran Bretagna, alla Nuova Zelanda, hanno istituito un sistema globale di intercettazioni, denominato Echelon, che permette di monitorare tutte le comunicazioni (telefono, fax, e-mail, cellulare) che vengono scambiate in tutto il mondo. Peggio di quando la polizia dello Zar Nicola teneva sotto controllo i sudditi dell'impero russo! Oltre ai governi e alle diplomazie, vengono spiate le aziende internazionali europee nelle loro trattative commerciali più importanti, i partiti politici e le organizzazioni non governative. Le informazioni raccolte permettono di intervenire nel corso di una trattativa segreta per dirottare l'affare verso un'azienda dell'alleanza; o intervenire su un governo per impedire l'approvazione di una legge sgradita (es. il divieto di fumare nei locali pubblici); o di anticipare la presentazione di un brevetto redditizio; o ancora prevenire la denuncia della nocività delle operazioni compiute da una multinazionale.
Morale? Per sfuggire alla sorveglianza di Echelon non rimane che la vecchia lettera che, affrancata e imbucata, sfugge alla tecnologia ed è così candidata a diventare il più sicuro sistema per le comunicazioni confidenziali.
periodi di maggior affluenza, quelli in cui lo sviluppo della società si fa più rapido, i viaggi più frequenti, le comunicazioni più vorticose, testimoniano la fioritura di un genere letterario riservato ed elegante, alla portata di tutti ma originariamente limitato a un pubblico scelto di interlocutori: amici, familiari, conoscenti.
La lettera rappresenta unottima occasione, prima che di comunicare con altri, di riflettere con se stessi. La comunicazione epistolare è il frutto di una rielaborazione ponderata di tutto ciò che accade. La stesura di una lettera rappresenta un momento di intensa civiltà individuale, nella sua realtà personale e in quella storica e... letteraria. In ogni lettera è possibile recepire, insieme al pensiero dellestensore, colto nellintimità, messo a nudo di fronte a se stesso, anche lo spirito, il costume, lo stile e la civiltà di unepoca. Grazie agli epistolari abbiamo avuto la possibilità di approfondire la conoscenza di grandissime personalità delletà imperiale romana, da Cicerone, a Orazio, a Seneca, a san Paolo a Plinio, che si sono incrociate tutte in poco più di cento anni di grandissime intensità storica.
È forse inseguendo la genuinità di queste oneste riflessioni, che alcuni autori che vissero in un altro periodo dapice, quello degli imperi europei culminato con il nuovo ordine che uscì dal Congresso di Vienna (1815), diedero vita al genere letterario minore che abbiamo posto al centro del nostro interesse in questa Rivista di fine anno: lopera epistolare, inaugurata dal vittoriano Pamela (1740) di Samuel Richardson che prese forse spunto dalla struttura del Nuovo Testamento e da La nuova Eloisa (1761) di Jean-Jacques Rousseau.
Goethe pensava che nel romanzo epistolare convergessero le tre forme naturali di poesia (epica, lirica e dramma). Contemporaneamente al suo I dolori del giovane Werther (1774), Francois Chaoderlos de Laclos confezionava in Francia Les Liaisons Dangereuses (1775-1781), quattro volumi di lettere «raccolte tra alcune persone e pubblicate per ammaestramento di altre» che delineavano un doppio intrigo sentimentale e politico forse realmente avvenuto, allinterno dellalta società francese. Quanto al nostro Ultime lettere di Jacopo Ortis,Ugo Foscolo iniziò a scriverlo più tardi (1798) in seguito alla delusione che provò quando Napoleone cedette il Veneto all'Impero Asburgico, nel trattato di Campoformio, ispirandosi di certo al Werther, ma prendendone le distanze. Per Foscolo, Werther era un suicida patologico, mentre Ortis era vittima dei tempi.
Passa un secolo, costellato dallapparizione delle prove di Giovanni Verga (Storia di una capinera, 1865), di Oscar Wilde (De profundis, 1897), di Bram Stoker (Dracula, 1897), di Franz Kafka (Lettera al padre, 1919) e di quella assai più rassicurante di Groddeck (Il libro dellEs, 1923), che marcano il progressivo avvicinamento della scienza e della cultura ai misteri della psiche.
Nel 1941 esce il capolavoro epistolare di Guido Piovene, Lettere di una novizia, mentre nel 1956 Luigi Malerba pubblica Le lettere di Ottavia, un libro sul mondo del cinema. Lo stesso anno appare in una raccolta il racconto epistolare Il ragazzo perduto (1956), rititolato Anonimo lombardo (1966), opera aperta di Alberto Arbasino, esponente di spicco della Neoavanguardia italiana. Più tardi Natalia Ginzburg, pubblica Caro Michele (1973) e La città e la casa (1984). Due storie simili, con caratteri simili ed incentrate su una duplice consatatazione: lassenza di figure maschili in grado di ricoprire il ruolo del padre, e la perdita del senso della famiglia. Fra questi due romanzi (1975), un libro di non più di cento pagine, in cui Oriana Fallaci riesce a condensare il travaglio di una donna di fronte ad una maternità inaspettata: Lettera a un bambino mai nato.
Un discorso a parte merita Alberto Moravia, che, per un terzo della sua produzione letteraria, appartiene a quel genere di scrittori che dagli albori del 900, a partire dal celebre capostipite, lamericano John Reed, che coprì la Rivoluzione dOttobre, si recano per conto di un quotidiano o comunque di un organo di diffusione di massa in un angolo remoto del pianeta e da lì mandano le loro corrispondenze, in sostanza delle lettere, per descrivere gli avvenimenti che vi hanno luogo. Negli anni tra il 1975 e il 1981, Alberto Moravia attraversò lAfrica come inviato speciale del «Corriere della Sera». Come Stendhal si propose di descrivere lItalia, lautore decise di descrivere il Continente Nero e nel 1981 raccolse i suoi articoli in un volume: Lettere dal Sahara.
Nel 1994 un professore di slavistica dellUniversità di Pavia, Serena Vitale, pubblica un saggio che documenta, attraverso il materiale epistolare raccolto negli archivi di Russia e di Francia, le circostanze che portarono alla morte di Aleksandr Puskin, caduto in duello per mano del proprio cognato. Nonostante il taglio scientifico, Il bottone di Puskin si legge come un romanzo giallo e ha vinto diversi premi importanti. Il saggio ha altresì il merito di sollevare, sfiorandolo appena, il problema della sorveglianza e della privacy in tema di comunicazioni, un problema quanto mai attuale dopo la diffusione della notizia che riguarda il sistema globale di intercettazione denominato Echelon.
Allalba del millennio vede le stampe il romanzo Si sta facendo sempre più tardi (2001), di Antonio Tabucchi, una rielaborazione concettuale del tema epistolare come voce interiore, con un forte accento sull'aspetto riflessivo, di rielaborazione.
Non possono mancare in questa rassegna le attualissime corrispondenze di Tiziano Terzani che si è auto inviato in Afganistan per descriverci in questo Lettere contro la guerra (2002), quello che avviene veramente e che cosa pensa realmente la gente di Bin Laden e dellOccidente. Un libro che sintetizza le opinioni di tutti quelli che vorrebbero sempre più intensamente un ripensamento del complesso paradigma di equilibri che governano i rapporti tra il sistema occidentale e lambiente in cui tutti viviamo.
Città e luoghi della letteraturaQuando si parla di letteratura spesso si parla di luoghi circoscritti, città o campagne, in cui le vicende dei personaggi si intrecciano, i drammi si consumano, i delitti maturano. La cornice assume un'importanza determinante nell'economia della storia, che si svolge intorno ai confini segnati da principi etici consolidati che concorrono eventualmente allo sviluppo di una morale. È il trionfo della politica e della località. (Bassani, Deledda, Maraini, Moravia, Ortese...)
Le caratteristiche peculiari del '900 emergono nella letteratura prodotta in questo secolo. La 'parola' e la sua manipolazione divengono il mezzo attraverso il quale l'autore sceglie come e cosa comunicare. Elisabetta Bertozzi presenta un approccio all'opera letteraria moderna (citando Kafka e Müller) che ci aiuta a non cadere nel comune errore di rovesciare sull'opera quelle che sono le aspettative del lettore.
Buzzati mon amour!Maurizio Matrone, poliziotto della questura di Bologna e autoreLa "sindrome" della fortezza Bastiani è un aspetto capace di influenzare patologicamente le professioni che in qualche modo hanno a che fare con l'attesa di un "nemico", ovvero di un evento che si teme, che si vorrebbe evitare - e che non si verifica - ma che a volte si spera, si sogna all'orizzonte, come prospettiva di rottura della routine o come occasione di gloria e onore. (di Margaret Collina)
Horcynus Orca è una lettura che manifesta un'immensa ricchezza tematica. Le scelte lessicali misteriose, i parallelismi tra i suoi personaggi e quelli dei grandi poemi epici, come l'Odissea e l'Eneide, l'Orca vista come simbolo accostabile al leviatano o a Moby Dick, sono tutti elementi che affascinano e costringono il lettore ad addentrarsi nella grandiosa costruzione su cui l'autore ha trascorso una vita. (di Marco Trainito)
«Quel che appare certo è che sia i nostri «sogni di fuga», che le nostre immagini della terra come «nave d'appoggio» dell'astronauta futuro, iniziano dal nauta ateniese.»