Nel buio della notteUn punto invisibile, anonimo, da cui si scriveÈ la Parigi anni '70 la protagonista di "Nel buio della notte" (1976), con il suo tessuto sociale e urbano in mutamento e al centro, emblematico, il quartiere le Halles. Un confronto dell'esperienza di Alba De Céspedes con quella di Italo Calvino, sul piano delle difficoltà che l'essere umano incontra nel suo tentativo di stabilire un rapporto con le trasformazioni della sua città, il senso di smarrimento e solitudine di fronte al nuovo che avanza, che passa, dalla dicotomia tra vecchio e nuovo, al conflitto generazionale. (di Eva Di Tullio)
«Se non si vuole e non potremmo volerlo, a meno di esporci ai rischi di nuove terribili guerre di sterminio cedere alla tentazione dei fondamentalismi risorgenti, fondati sulla razza, la religione, o anche la difesa delle proprie radici culturali nazionali dall'invasione degli stranieri, dovremmo immaginare un'umanità che abbia almeno alcuni caratteri dell'Übermensch nietzcheano. Se non lo identifichiamo frettolosamente con una specie di bestione più forte degli altri che si impone con la potenza dei suoi muscoli in una specie di processo di selezione naturale (e Nietzche disse esplicitamente di non essere un asino darwiniano), l'Übermensch di cui parla è qualcuno che ha la capacità di aggirarsi come un turista nel giardino della storia, che può cioè guardare alle culture con uno sguardo più estetico che obiettivo e interessato alla verità»
«A l'alba sùlfer, ai pàsser che fan festa/l'è un rusià de nèvur malascènt/che fòsfer, clori, arsenegh e remèsta/de Breda, de Nerviàn un firmament/ t'infèscia sü Milan de malattia,/che sura i cupp schilìga me la gent/che per cità van umber d'un'arlìa.»
Spingere verso soluzioni sicure per la salute e per l'ambiente e condivise dai cittadini
Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e verso il sistema usa e getta. La corretta gestione dei rifiuti, secondo Greenpeace, è quella che ha come obiettivo la minimizzazione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Questo si traduce nella minimizzazione della produzione dei rifiuti e nella massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti. (di Vittoria Polidori)
Il lancio del nanoDa un libro di successo, un progetto formativo per imparare la filosofia divertendosi1. la filosofia è mescolata a ogni fatto della vita e 2. può essere vissuta in qualche modo come un gioco. Se questi due concetti entrassero nella mente dei ragazzi, diverrebbe più facile per loro comprendere anche Kant. E' nato un progetto per la promozione della Pratica Filosofica nel triennio delle scuole medie superiori, all'interno del quale il sito di ItaliaLibri ricopre un ruolo di collegamento tra i docenti che vi partecipano e gli studenti ma anche tutte le persone che si sentono stimolate a condividere un'opinione.
Carlo Goldoni 1707-1793Terzo centenario dalla nascitaNato a Venezia, a Perugia inizia gli studi presso i Gesuiti. Allievo del Collegio Ghilisieri di Pavia, frequenta la facoltà di Giurisprudenza e si laurea in legge a Padova. Scriverà intermezzi comici, tragedie e tragicommedie e avvierà la riforma tecnica che abbandona limprovvisazione della Commedia dellArte, dando vita a La bottega del caffè e La locandiera, capolavori del teatro di tutti i tempi.
«Il retrobottega della sua poesia»Insieme a Satura rappresenta il "laboratorio creativo" in cui Eugenio Montale mette in mostra gli strumenti della sua opera. ItaliaLibri intervista Francesca Ricci, autrice della prima opera di esegesi del Diario del 71 e 72 (di Roberta Andres).
Una realtà da scontareLe anguste vicende della piccola borghesia nelle pagine di Maria Messina (1887-1944)Dimenticata dalla storia letteraria del Novecento, tratta dalloblio grazie allattenzione di Leonardo Sciascia, Maria Messina apre le porte di un mondo mediocre, chiuso nel proprio egoismo e refrattario ad ogni mutamento, un mondo piccolo-borghese la cui unica preoccupazione è di salvare la faccia di fronte alla comunità. A questo universo ristretto e spesso meschino non è facile sfuggire, soprattutto per chi, come le donne che lei racconta, non riesce ad esercitare la propria libertà interiore. Le prigioni che descrive, che rinserrano tanto le vittime quanto i persecutori, sono i cerchi chiusi dentro i quali le protagoniste si vedono vivere. Nella rinuncia, nella resa, nellaccettazione di quello che è ritenuto ineluttabile non vè debolezza o ignavia, ma il segno di una realtà da scontare. (di Anna Maria Bonfiglio)
E lo «spirito aristocratico»...?
Dal romanzo antistorico all'antistoriaTre romanzi storici che si concentravano sulle contrapposizione tra vecchia e nuova classe dirigente, a confronto con un noir dei nostri giorni.De Cataldo, De Roberto, Lampedusa, Pirandello...
Il viaggio in Italia Il nostro paese attraverso gli occhi di coloro che l'hanno visitato.
Una selezionata rappresentanza di amici raffinati, tra cui il vate della letteratura tedesca, il grande Goethe, che hanno viaggiato, che hanno scritto e che hanno contribuito a creare il mito, bontà loro, del Bel Paese. (Giono, Goethe, Gracq, Hemingway, Stendhal...)
Questa dimensione di luceEssere poeta, avere una consapevolezza di sé che spesso confina con un prepotente egocentrismo e rimanere bambino, con un animo semplice e con gli occhi ancora vergini. Per Alda Merini si può vivere così, e scrivere fino a diventare una sorta di poeta-vate, che guarda il destino anche per gli altri (di Paolo di Paolo).
Intervista a Roberto Pazzi , autore visionario di poesie e romanzi. La sua narrativa nasce dal rimpianto e dalla nostalgia dell'epica. I suoi 5 romanzi fantastici sono ispirati alla storia partendo dal punto di vista di Abele. È sempre Caino che scrive come sono andate le cose. Abele non può tornare indietro a raccontarle. Ecco perché la regalità si illumina della verità dei vinti, contro la falsità dei vincitori. (di Alessandro Moscè).
La letteratura come memoria.Ripercorrendo le opere di Antonio Tabucchi, nelle parole di alcuni scrittori che ne hanno parlato (Ferroni, Mauri, Romano, Segre), si riscontra una tenace fede nella letteratura come memoria, «memoria lunga che si oppone alla memoria breve dei mass-media», letteratura come veicolo verso una presa di coscienza che avviene per vie tortuose e misteriose e contribuisce a una maturazione, a un ingrandimento, una dilatazione del nostro angusto piano esistenziale. (di Paolo Di Paolo)