| NARRATIVA | POESIA | SAGGISTICA | DOSSIER | INTERVISTE |
Cima delle nobildonne è il grande gioco di metempsicosi e metamorfosi di Stefano DArrigo |
|
|
|
|||
| FORUM | CONTRIBUTI | RIVISTA | |
|
|
Il viaggio circolare di Mattia attraverso lOspedale (in cui il romanzo comincia e finisce), lIstituto di Placentologia e la casa di Irina è insieme una discesa agli inferi e un percorso iniziatico di conoscenza e di redenzione. Il nome del suo cane (Melampo) contiene ben tre, straordinari ammiccamenti intertestuali: Pinocchio, sintesi laica di miti, favole e archetipi della cultura occidentale; Il mito di Atteone, già interpretato simbolicamente nelle Metamorfosi di Apuleio; il nome Melampo del primo medico della storia occidentale.Il saggio di Marco Trainito ripercorre il libro di Stefano DArrigo alla ricerca dei numerosi riferimenti a miti e a modelli culturali che fanno dell'ultima fatica dell'autore scomparso un capolavoro paragonabile al suo celebrato, immenso romanzo Horcynus Orca.
Queste nozioni, comè noto, trovano il loro snodo cruciale in Pitagora, semileggendaria figura per eccellenza del viaggio nello spazio e nel tempo, e quindi della mediazione culturale, ovvero del ricevere e dello smistare in forma nuova. «Fu poi in Egitto ( ) indi fu presso i Caldei ed i Magi. Successivamente in Creta con Epimenide entrò nellantro di Ida, ma anche in Egitto entrò nei santuari ed apprese gli arcani della teologia egizia. ( ) Eraclide Pontico riferisce che Pitagora diceva di se stesso che una volta fu Etalide e che si credeva figlio di Ermes e che Ermes gli consentì di scegliersi ciò che volesse, eccetto limmortalità. Egli chiese di avere, tanto vivo che morto, il ricordo di quanto accadesse. E pertanto in vita ebbe memoria di tutto, e, dopo morte, conservò la stessa memoria. ( ) Dicono sia stato il primo a rivelare che lanima, secondo un ciclo di necessità, si leghi ora ad un essere vivente, ora ad un altro; ed il primo pure ad introdurre in Grecia misure e pesi, come dice Aristosseno il Musico; e primo ad identificare Vespero con Lucifero, come dice Parmenide» [1]. Matematico, mago, astronomo, scienziato, memore di tutto, saggio che ha appreso da Ermes i limiti mortali delluomo (come Gilgamesh li aveva appresi da Utanapishtim, il Noè sumerico [2]),
Quando Margot si avvicina a Mattia per farsi riconoscere come la cagna di Irina, che lui sta cercando su richiesta della donna ricoverata in Ospedale e in procinto di subire un intervento chirurgico, lo scruta «cogli occhi di una persona che chissà quando, per ragioni sue, sera trasformata in cane per non farsi riconoscere, ma ora soffriva della trasformazione» (p. 147). Ma la cagna Margot, che alla fine, morendo, riacquisterà in Mattia la forma umana, sembra a sua volta la reincarnazione di un altro cane famoso, Kytmyr, che veglia sul sonno secolare dei dormienti nella leggenda cristiana dei sette dormienti di Efeso, ripresa e riadattata, in un raro esempio di contaminazione tra tradizione popolare cristiana e musulmana, in quella specie di Mito della caverna islamico contenuto nella sura XVIII del Corano. Su questo mito coranico, poi, si basa una celebre opera teatrale del drammaturgo egiziano Taufiq al-Hakim, La gente della caverna (1933), rappresentata nel 1956 nel chiostro di Monreale (la nonna di Mattia, lAmericana, noto di passaggio, è di Palermo: cfr. p. 165); e non è superfluo ricordare che alla sura XVIII del Corano e al dramma di Hakim si ispirerà Andrea Camilleri, amico di Stefano DArrigo, per Il cane di terracotta [4]. Come spiega El Madani al Commissario Montalbano, il cane della caverna «divenne il custode della corrispondenza» [5] e, precisa il Corano (XVIII, 18), «se ne stava alla porta, le zampe anteriori distese» [6]. Ebbene, quando Margot, custode della placenta in formalina del figlio perso da Irina e del tempo immobilizzato che regna polveroso nella casa della donna, conduce Mattia oltre la soglia di quella sorta di regno dei morti, non appena inizia la musica del carillon collegato con lapertura della porta, «si tese tutta, lunga lunga, dal muso alla coda, e non si mosse più dalla soglia, come se quel motivo, scaturito dalla porta che si apriva, la pietrificasse» (p. 153). Cima delle nobildonne è tutto un grande gioco di reincarnazioni e metamorfosi, al punto che ognuno dei personaggi principali è la ricapitolazione di ogni passato culturale, la complicazione (nel senso ridotto allumano della complicatio divina di Teodorico di Chartres e di Nicola Cusano) di tutte le radici storiche in una identità sempre aperta e plurima. Belardo che opera Amina è forma reincarnata e trasformata del dio biblico che crea Eva da Adamo. Del dio Knum, «specie di Mercurio egizio» (p. 88) con testa di pecora, che modella corpi su un tornio da vasaio nel cosiddetto Fregio della Vita e della Morte, mentre alle sue spalle il dio Toth, con testa di avvoltoio, segna la data di morte di ogni bambino svasato con una intacca su un bastone di bambù (p. 91). Dellambigua Kalì indiana, divinità con sei braccia (come il corpo unico costituito da Belardo e dalle due strumentiste) insieme benigna (lintervento di neovagina nasce da un atto damore di Amina per lEmiro, e Belardo lo rende visibile e concreto) e maligna (nel corso della descrizione dellintervento ricorre ossessivamente una insolita derivazione verbale e nominale dellaggettivo cruento, a sua volta metamorfizzata nelle sue varie possibilità morfologiche: cruentare, cruentata, cruentate, cruentazione: cfr. pp. 39, 47, 55, 57, 59, 63, 69, 71). Del Prometeo che crea luomo e lo fornisce di memoria, scienza e tecnica, o che lo ricrea con pezzi di altri corpi, come nel Frankenstein di Mary Shelley (non a caso si legge Prometeo moderno nel sottotitolo). E infine (infine?) di Gerione, mostro triforme con sei braccia, noto soprattutto per essere stato ucciso da Ercole nella decima fatica, ma che, secondo certe interpretazioni antropologico-culturali, data la sua collocazione nellestremo Occidente (presso Cadice), dove alcuni situavano lingresso del regno dei morti, è da considerare come pastore di morti [7], al pari di ogni altro medico, stregone o sciamano, o di ogni levatrice e guaritrice popolare, come ad esempio la Cristina Schirò di Horcynus Orca, «quella specie di gigantessa nana ( ) che faceva unguenti e medicamenti con le ossa di fera, tirava fuori i figli dal ventre delle madri e aiutava lanima a partirsene per dove doveva» (p. 674) [8], e a tal punto «parlava intrigatissima con la stessa divinità» (p. 675) che per lei «erano le cose più naturali di questo mondo, quelle dellaltromondo» (p. 681). Questa entità dal corpo triplice che esegue lintervento... 1/3
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
|
| | | | | | |
I quesiti
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
«Uno stato di grazia, diceva, é come quando ti senti uguale a una freccia che non mancherà il bersaglio».
(Domenico Starnone Via Gemito) |
| AUTORI A-Z | ||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
| OPERE A-Z | ||||||
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
||
|
|
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| PAROLE NUOVE | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
|
|||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
«Nel segno del Tao e di Mercurio, distruggiamo la regia più autoritaria e autoreferenziale che ci sia: quella dellEgo.» Capire non vuol dire circoscrivere il senso di un testo. Paolo Lagazzi ripropone unermeneutica che rispetti Hermes in ogni senso, e il testo con lui. Una critica mimetica che trova il suo esponente più acuto in Pietro Citati. Lautore-critico porta dentro di sé due archetipi: il Saltimbanco baudelairiano, che viaggia sulla corda sospesa, e lillusionista o il Mago, che riesce a tirare fuori dal reale quello che è nascosto, ma anche quello che non cè, che non esiste, e gioca sul filo del mistero tra realtà e apparenza é caratteristiche che Lagazzi indica in scrittori come Barilli, Bontempelli e Zavattini. (di Roberto Caracci) Alla ricerca della Grande Opera d'Arte
Per Pietro Citati la critica è l'arte di interpretare un testo, un cambiamento continuo di punti di vista, una ricerca che tenta di raggiungere la grande opera d'arte. Mondadori gli ha dedicato un Meridianio: La civiltà letteraria europea da Omero a Nabokov. Pierluigi Pietricola lo ha intervistato. |
Tratta dalle Odi Barbare, sispira alla rievocazione commossa del paesaggio storico La voce pi intima di Giosu Carducci, gi individuata nel senso doloroso, seppur virile, della morte del tutto, nella stagione della estrema maturit, scarta ancora i limiti angusti della cronaca e della storia, per scendere nella profondit dellio per indagare le ragioni ultime dellessere. Questa ricerca sottintesa dalla sicura consapevolezza di una poetica della malinconia e dallacquisto di un nuovo senso creativo della immagine e della parola, in una misura in cui coincidono prodigiosamente poetica e poesia. (di Reno Bromuro)
Il travagliato rapporto dell'Occidente con la propria essenza Negli anni, numerosi autori si sono impegnati in Europa a individuare percorsi culturali che permettono di attingere a un bagaglio filosofico e storico vastissimo, per orientarsi e per prepararsi a una lettura collettiva della nuova Costituzione Europea Arbasino, Bassani, Cacciari, Castronovo, De Giovanni, Magris, Reale, Romano, Spinelli, Tabucchi |
||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| ALTROVE | |||||
|
|
|||||
Limpossibilità di essere normale Se già nel 1899 lInterpretazione dei sogni di Freud, con la scoperta dellinconscio, aveva incrinato nel profondo limmagine compatta e coesa del soggetto ereditata dallOttocento, pochi anni dopo, nel 1905, Einstein con i suoi studi sulla relatività minaccia le basi stesse della percezione umana, i concetti di tempo e spazio. Nulla appare più come certo e scontato: i valori del passato non bastano a colmare il senso di inadeguatezza, di impotenza e di vuoto che domina la vita delluomo. (Borgese, Brancati Buzzati, Moravia, Svevo...) Le tentazioni della memoria
|
Un nuovo libro, di prossima pubblicazione in ottobre, un libro che lo scrittore definisce «anomalo». forse un saggio, o un libro di poesia. Di certo si sa soltanto che esprime una formula diversa da quella narrativa.
Appunti per un universo mitico: Pier Paolo Pasolini La tensione tutta mortale dei personaggi de Il Vangelo secondo Matteo o di Una vita violenta nasconde uno dei drammi più violenti delluomo Pasolini: quello dellanima e della carne. (di Ruben Garbellini) |
||||