ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

IN PRIMO PIANO

La maschera grottesca del nulla e della morte
Le parole e lo scrivere di Tommaso Landolfi tra letteratura e tavolo da gioco
L'opera e la vita di Tommaso Landolfi sono entrambe governate dall'arbitrarietà del caso, che influenza dispoticamente le azioni degli uomini e i loro accidenti, secondo un capriccio imperscrutabile e bizzarro (Pasquale Vitagliano)




Landolfi. La maschera grottesca del nulla e della morte
Le parole e lo scrivere di Tommaso Landolfi tra letteratura e tavolo da gioco
D'Annunzio. Gabriele D’Annunzio e il cuore messo a nudo
Una parentesi oscura nella vita del Poeta
Landolfi. Il seno a punta di Gurù
Viaggio intorno a La pietra lunare di Landolfi
Pozzi. Essere senza domani
Le parole estreme di Antonia Pozzi
Pozzi. Arte e vita
I diari di Antonia Pozzi
De Céspedes. Nel buio della notte
Un punto invisibile, anonimo, da cui si scrive
Malaparte. Pietà proibita
Malaparte e Pasolini di fronte allo “scandalo” del Cristo
Piovene. L'uno e il molteplice
Osservazioni su Guido Piovene
Spinelli. L’europeista Altiero Spinelli
Nel centenario della nascita (1907-1986)
Sbarbaro. La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
Parte prima. Un inno alla potenza del dolore
Sbarbaro. La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
Parte seconda: «Camminare è stato sempre il mio modo migliore di vivere»
Sbarbaro. La formazione di “Pianissimo”
L’esperienza dell’interiorità
Brancati. Il bell'Antonio e la sindrome di Don Giovanni in Sicilia
La ricerca sfrenata dell’apparenza
De Roberto. Ereditarietà e predestinazione nei personaggi de “I Viceré”
Romanzo-simbolo della decadenza e della fine non solo di una stirpe ma di tutta una condizione sociale.
Sbarbaro. Il dolore del vivere
(Da assaporare fino all'ultima stilla)
Piovene. L'indagine dell'io
Una riflessione sull’ambiguità dell’animo umano
Messina. Una realtà da scontare
Le anguste vicende della piccola borghesia nelle pagine di Maria Messina (1887-1944)
Cassola. L'umanità normale di Carlo Cassola
Il realismo sub-limimare, ovvero, il film dell'impossibile
Carducci. Dinanzi alle Terme di Caracalla
Tratta dalle “Odi Barbare”, s’ispira alla rievocazione commossa del paesaggio storico
Tomasi di Lampedusa. L’aristocrazia letteraria di Tomasi di Lampedusa
Nel racconto “La sirena”, scritto negli ultimi mesi di vita, il livello reale e quello surreale si incontrano
Carducci. Nella piazza di San Petronio
Questa lirica, che rieccheggia il primo romanticismo, giunge fino a noi, attraverso il Novecento, viva e coinvolgente
Di metamorfosi in metamorfosi
Note mitiche ed ermetiche su
Cima delle nobildonne
«Contraddisse e si contraddì»
L’eredità scomoda di Leonardo Sciascia
L'amore che si autotradisce
«Una vita come protesta vissuta, come lento suicidio, come sciopero o martirio»
Ordo Cordis
L'etica del sentire pone l’accento sull’afficere del sentire, come un essere affetti dalle cose e insieme un reagire affettivo sulle cose, appunto, con il cuore
Il Pellegrino d'inverno

Solo il Racconto che Dice, è all’altezza dell’Ineffabile che Tace.
Il volo basso della poesia lombarda
La Linea Lombarda, analizzata da Tiziano Rossi a Il giardino d'inverno
Il Dio delle donne
Luisa Muraro di passaggio a Il giardino d'inverno
I due cuori di Tiziano Scarpa
L'autore ospite de Il giardino d'inverno
La filologia politica di Pier Paolo Pasolini
L'unicum stilistico: 'spia' per il lettore-filologo
Gabriele Baldini, un caso letterario dimenticato
Il diagramma di un’emozione nella fruizione del testo
L'Orca
Genesi, vicenda editoriale, genealogia culturale e simbolismo del romanzo di Stefano D'Arrigo
Tra viaggio e poesia
Davide Rondoni è il poeta italiano contemporaneo più di ogni altro dentro la contemporaneità.
"Dopo la felicità"
Boccaccio fa raccontare a Lauretta la storia di tre giovani donne che si trovano nella posizione di poter scegliere in tutta libertà il proprio compagno. Paolo di Paolo, nella sua lettura critica, mette la novella in relazione con altre della stessa giornata, per attuare poi una riflessione sul ruolo della donna nell'opera di Boccaccio.
E' utopia voler parlare con Dio?
Avvocato di professione, Giorgio Saviane difese il valore di "vittima" nel significato morale del termine e pose al centro della sua produzione letteraria affascinanti tematiche filosofico-religiose con il vincolo della tenuta psicologica. (di Alessandro Moscè)
Antonio Tabucchi
La letteratura come memoria.
Il corpo, la nostalgia, il caso: attraverso l'opera del grande scrittore.
(Di Paolo di Paolo)
Lo stile dell'anatra
Le suggestioni evocative che provengono dalle atmosfere delle stagioni. Una lettura critica dell'opera di Dacia Maraini
(Di Paolo di Paolo)
Viaggio nel mondo di Thomas Mann
Nei suoi scritti, la crisi del romanzo moderno. Quattro articoli: L'ambiguità di Thomas Mann; Dai Buddenbrook a La morte a Venezia; La montagna incantata; Il romanzo pedagogico.
(di Annamaria Fabiano)
La fortuna di avere una provincia da raccontare
Carlo Sgorlon esalta l'irrealtà della realtà del Friuli (di Claudia Perillo)
Guido Morselli, lo scrittore “tra parentesi”
La mancata pubblicazione ha impedito che la sua scrittura condizionasse il suo tempo
(Di Sara D'Arienzo)
L'anima e la carne
Appunti per un universo mitico: Pier Paolo Pasolini (di Ruben Garbellini)
Ed egli si nascose. Ignazio Silone e il dramma di una vita.
(di Andrea Paganini)
15 dicembre 1991-2001. A dieci anni dalla scomparsa
Corpo e anima nella scrittura di Pier Vittorio Tondelli
(di Antonella Cilento)
L’attività letteraria di Natalia Ginzburg
La riscoperta del romanzo epistolare, il disfacimento della famiglia borghese, la memoria, il saggismo critico e le opere teatrali
Il viaggio della Luna
nei Canti di Giacomo Leopardi (di Ermes Dorigo)
Un incontro con Ciaccio Montalto
Un episodio nella vita di Vincenzo Consolo
I professionisti dell'antimafia
Un articolo di Leonardo Sciascia
Mori, il prefetto di ferro
La linea dura contro la mafia
Un pomeriggio sul Trono di Arturo
In memoria di Roberto Sanesi (di Alexander Hutchison)
Sull'ordinamento dei Canti di Giacomo Leopardi
Il Passero solitario, laico San Francesco (di Ermes Dorigo)
Dal sarcasmo all’antifrasi ironica
Una lettura de Il Risorgimento di Giacomo Leopardi (di Ermes Dorigo)
«La so storia a è duta lì, lavorà, preà, patì, murì»
Pasolini, il dialetto e la cultura contadina
1559-1966 Index librorum prohibitorum
Breve storia dell'elenco delle opere che i cattolici non potevano leggere
Una specie di porcile con un'anima.
La Morante e Moravia a Fondi
Il ricordo dei Mosillo. La Morante e Moravia a Fondi
«Dove l'acqua del Tevero s'insala».
Pasolini e Caravaggio in vita e in morte
Pasolini e Caravaggio
Contributi critici e citazioni
divisorio
CONTRIBUTI RECENTI

Gabriele D’Annunzio e il cuore messo a nudo
Una parentesi oscura nella vita del Poeta
Il Notturno andrebbe letta come l’opera di un cuore mis a nu alla maniera di Baudelaire, un taccuino esistenziale di dolore e sofferenza, con prospettiva sulla morte, come limite invalicabile dell’umana avventura. Quando la capacità di stupire venne meno, potè manifestarsi il D’Annunzio costretto a confrontarsi con uno stato e con sentimenti di sconfitta, di prostrazione, di ripiegamento, di delusione, di rinuncia e di tregua. (Fabrizio Falconi)
Il seno a punta di Gurù
Viaggio intorno a La pietra lunare di Landolfi
Ne La pietra lunare, le figure di donna che Giovancarlo, il personaggio di Tommaso Landolfi, immagina finiscono presto per coincidere con quella, inquietante quanto seducente, della donna-capra: Gurù «d’ossa e polpe». Donna-animale che è impossibile decifrare e, infine, possedere, come una sirena, perché proviene da un’altra realtà, non terrestre, marina o celeste o, in questo caso, lunare. Temi e figure ripetutamente frequentate, fiabesche, surreali, immaginose: Gurù non è dimessa e priva di lusinghe; Gurù canta a tutte le ore, come le sirene di Ulisse, abita sola e, oltretutto, legge libri — fatto questo che non può non suscitare una certa diffidenza. (Paolo Di Paolo)
Essere senza domani
Le parole estreme di Antonia Pozzi
La vita di Antonia Pozzi in cui tutte le congiunture sembrano all’inizio favorevoli, o addirittura privilegiate, condivide, tra il 1930 e il 1938,lo stesso ambiente, esistenziale e culturale, di una generazione che s’incontra nelle università milanesi sotto la guida di Antonio Banfi. Eppure, dentro di lei, è aperta una ferita che non può richiudersi, che probabilmente neppure la possibilità di realizzare il suo sogno giovanile d’amore avrebbe rimarginato. Parte I. (Tiziano Salari)
Arte e vita
I diari di Antonia Pozzi
La passione poetica di Antonia Pozzi, Antigone moderna, sull'orlo del precipizio, perduta nello sforzo di rigenerarsi, uno dei grandi poeti del secolo, e il suo essere donna, erano forse in conflitto con un ambiente culturale e sociale inadatti a riconoscerla pienamente nella sua identità di poetessa. Secondo di due articoli. (Tiziano Salari)
Nel buio della notte
Un punto invisibile, anonimo, da cui si scrive
È la Parigi anni '70 la protagonista di Nel buio della notte (1976), con il suo tessuto sociale e urbano in mutamento e al centro, emblematico, il quartiere le Halles. Un confronto dell'esperienza di Alba De Céspedes con quella di Italo Calvino, sul piano delle difficoltà che l’essere umano incontra nel suo tentativo di stabilire un rapporto con le trasformazioni della sua città, il senso di smarrimento e solitudine di fronte al nuovo che avanza, che passa, dalla dicotomia tra vecchio e nuovo, al conflitto generazionale. (Eva Di Tullio)
Pietà proibita
Malaparte e Pasolini di fronte allo “scandalo” del Cristo
In origine concepito per essere un romanzo, il Cristo proibito, per il suo iper-realismo, anticipa un certo cinema degli anni ’60-’70 e introduce la cinematografia pasoliniana. Sono gli innocenti che devono sempre pagare ma sono essi che fanno camminare il mondo. Malaparte e Pasolini hanno entrambi vibrato tra cosmopolitismo e ricerca di un’autentica identità nazionale, profeti di un’Italia più moderna e veggenti dei pericoli disumanizzanti del progresso e del benessere. (Pasquale Vitagliano)
L'uno e il molteplice
Osservazioni su Guido Piovene
La personalità di Guido Piovene si muove tra giornalismo, saggistica e narrativa, in un continuo (ri)combinarsi dei generi letterari: il romanzo epistolare permette di dar vita a personaggi che, raccontando gli stessi episodi, mettono in luce particolari differenti; nel racconto a cornice, l’analisi del delitto si unisce alla riflessione morale e filosofica. Filo conduttore il viaggio, che accompagna l'esistenza dell'autore, legato a una terra (il Veneto) per poi spostarsi a Gorizia e perfino in America, nell’analisi di luoghi e fenomeni politici che non possono prescindere dalla suggestione letteraria... (Davide De Maglie)
L’europeista Altiero Spinelli
Nel centenario della nascita (1907-1986)
Precoce politico, visionario, Altiero Spinelli fu messo in carcere dal regime fascista, dove studiò storia e filosofia. Dal confino scrisse insieme a Ernesto Rossi e a Eugenio Colorni il Manifesto di Ventotene, base del Movimento Federalista Europeo. Dopo la guerra aderì al Partito d'Azione, contribuì alla costruzione della Comunità Europea, ora Unione Europea, di cui fu rappresentante fino alla morte. Gli scenari che videro Spinelli protagonista di questo cambiamento sono oggi brevemente ricordati. Una breve sintesi di una grande storia. (Michele F. Venturini)
La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
Parte prima. Un inno alla potenza del dolore
Camillo Sbarbaro inaugura il genere novecentesco del diario in poesia, ovvero il racconto in versi di una vicenda esistenziale, un nuovo modello di autobiografia, sommessa confessione dettata a fior di labbro, «sottovoce», «pianissimo». Il poeta segna la linea di congiunzione con la tradizione di fine secolo e il punto di trapasso verso una nuova poetica: quella dell’interiorità. (Daniele Pettinari)
La scrittura di Pianissimo: la poetica dell’interiorità
Parte seconda: «Camminare è stato sempre il mio modo migliore di vivere»
La città moderna, finora estranea alla rappresentazione poetica, con Camillo Sbarbaro fa il suo ingresso nella storia letteraria come uno dei temi caratterizzanti la condizione esistenziale del Novecento, fra attrazione e terrore, partecipazione e rifiuto, via di fuga e condanna. Lo scenario della città come luogo del vagabondare notturno, diviene un ambiente, localizzato nei «vicoli» e nei «fondaci», animato dalle figure che nella prostituzione, nella povertà, nell’alcool consumano la propria esistenza, e a cui il poeta guarda con sentimenti di partecipazione, di «fraternità», quasi di invidia. (Daniele Pettinari)
La formazione di “Pianissimo”
L’esperienza dell’interiorità
Ripercorrendo la vita di Camillo Sbarbaro negli anni che vanno tra il 1910 e il 1911, affiorano le ragioni ideali ed esistenziali che condussero il giovane poeta a comporre i versi fondativi di quel corpus organico di testi che è "Pianissimo". Il cuore quale “sismografo” di un periodo storico-letterario, è testimone di una vicenda personale ugualmente condivisa da altri scrittori d’inizio Novecento. (Daniele Pettinari)
Il bell'Antonio e la sindrome di Don Giovanni in Sicilia
La ricerca sfrenata dell’apparenza
Ai nostri giorni la ricerca dell’affermazione dell’uomo sulla donna si è fatta – se possibile – ancor più aspra e prepotente che mai, forse per il timore da parte delle donne di perdere quel terreno che tante conquiste femminili hanno da tempo – anche se illusoriamente – guadagnato e da parte degli uomini la paura di averne perso troppo. La storia de "Il bell’Antonio" di Vitaliano Brancati (edita nel 1949) si ripropone attualissima ed emblematica. (Maria Ludovica Moro)
Ereditarietà e predestinazione nei personaggi de “I Viceré”
Romanzo-simbolo della decadenza e della fine non solo di una stirpe ma di tutta una condizione sociale.
L'itinerario stilistico di Federico De Roberto può considerarsi inscritto sull’asse verismo-naturalismo-psicologismo. "I Viceré" è il risultato dell’elaborazione dei vari passaggi che lo hanno svincolato da ogni precedente “ismo“. Nel romanzo la storia della Sicilia post-garibaldina viene delineata attraverso le vicende private degli Uzeda di Francalanza, il cui ultimo “discendente” sarà soltanto un groviglio di cromosomi degenerati. (Anna Maria Bonfiglio)
«Io non vado mai con i gruppi, sto fuori, ma mica viaggio solo, uno non può sempre star solo - a parte che, se uno sa con chi sta solo, a volte può essere in grande compagnia»

(Tiziano Terzani, intervista)
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«Un romanziere non sarà mai un organizzatore di uomini. Egli ama l’organizzazione ma, fatalmente, quella dei suoi personaggi»

(Ottiero Ottieri La linea gotica )

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PAROLE NUOVE

Per una psicanalisi non istituzionalizzata
Al di fuori di qualunque dogmatica moralità
Si può uccidere la psicanalisi, dice Cesare Viviani ('L’autonomia della psicanalisi'), facendone uno strumento del conscio per neutralizzare l'inconscio o, più rozzamente assimilandola alla psicoterapia, oppure, confondendo l'ermeneutica con l'interpretazione e, ancora, utilizzandola al fine di un'omologazione culturale. (Roberto Caracci)
Vertigine da infinito
Critica: il 'metodo Citati'
In questa intervista, Pietro Citati ripercorre il Novecento animato dall’interesse per l'infinità del 'senza limite', suggestione che, fin dai tempi dell’Ulisse dantesco, ha affascinato l’umanità. (Pierluigi Pietricola)
Una realtà da scontare
Le anguste vicende della piccola borghesia nelle pagine di Maria Messina (1887-1944)
Dimenticata dalla storia letteraria del Novecento, tratta dall’oblio grazie all’attenzione di Leonardo Sciascia, Maria Messina apre le porte di un mondo mediocre, chiuso nel proprio egoismo e refrattario ad ogni mutamento, un mondo di piccoli borghesi la cui unica preoccupazione è di salvare la faccia di fronte alla comunità cui appartiene. A questo universo ristretto e spesso meschino non è facile sfuggire, soprattutto per chi, come le donne che lei racconta, non riesce ad esercitare la propria libertà interiore. Le prigioni che descrive, che rinserrano tanto le vittime quanto i persecutori, sono i cerchi chiusi dentro i quali le protagoniste si vedono vivere. Nella rinuncia, nella resa, nell’accettazione di quello che è ritenuto ineluttabile non v’è debolezza o ignavia, ma il segno di una realtà da scontare. (Anna Maria Bonfiglio)

Fuoco
Da "La vocazione del netturbino"
Un appartamento immerso in un'atmosfera lugubre. Un ragazzo ne esce e si aggira con un badile e una torcia elettrica per una discarica di rifiuti. La notte è animata dal volo dei gabbiani e dei corvi e il percorso è reso insicuro e viscido dalla incredibile varietà di prodotti organici marcescenti e dai liquami che ne fuoriescono. Mentre il rombo delle ruspe avanza, il protagonista è incalzato dal rogo generato dal calore della sua stessa torcia... (Roberto Caracci)
Il dogma e le opinioni
Le viruperate qualità del relativismo etico
Contro l’etica della verità, scrive Gustavo Zagrebelsky, significa a favore di un’etica del dubbio. Il rischio maggiore in cui lo spirito democratico può incorrere, di fronte a certi sconfinamenti da parte della Chiesa cattolica, sul terreno dell’autodeterminazione delle coscienze, è quello di scordare su quale concetto fondamentale si basi la democrazia moderna: la tolleranza che, nell’età dei lumi – dopo i secoli del terrore, delle stragi, delle inquisizioni, delle arbitrarie violenze, dell’oscurantismo scientifico – ha strappato dalle mani insanguinate degli uomini di Chiesa il monopolio della “verità”, ridimensionandolo, da valore assoluto di dogma a quello relativo di opinione. (Redazione Virtuale)
Stefano Finiguerri
La sua poesia canzonatoria imperversava nelle osterie
Nel clima di atmosfera festosa susseguente alla capitolazione di Pisa ghibellina ad opera dei guelfi di Firenze nasce la corrente comico-realistica di Stefano Finiguerri, principale esponente della poesia satirica fiorentina a cui si attribuisce un naturalismo forte e vigoroso (Viviana Ciotoli)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008