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CONTRIBUTI
Sossio Giametta

Per una scenografia narrativa dei valori in atto

A proposito di una morale che non fa la morale

(Roberto Caracci)

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I valori morali elementari e universali di Sossio Giametta sono l’amicizia, il rapporto discepolo maestro, la maternità , il rapporto figlio-genitore e quello degli uomini con la natura e l’animalità , la malattia e la morte e la loro ripercussione su chi resta, la vanità , la malafede in agguato nella stessa generosità della munificenza apparentemente gratuita, il senso del bello che riscatta. Sullo sfondo, una concezione della natura umana, che vede nell’uomo, una checoviana marionetta in balia di madre natura.

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l sottotitolo di questo libro, ...e altri racconti morali, offre gi� una chiave di lettura, e d� l’indicazione di un narrativa controcorrente, inattuale. Di narrativa dichiaratamente morale si parlava forse tre secoli fa, ai tempi di Voltaire e Diderot, quando i diritti di una Ragione che molto voleva capire e molto intendeva indagare coinvolgevano anche la letteratura.

Non nel senso che la letteratura, e la narrativa in modo particolare, fossero finalizzate a una educazione morale o alla vecchia morale della favola (da Esopo a La Fontaine), ma nel senso che le problematiche morali finivano con l’essere necessariamente al centro della narrazione, loro punto di partenza e loro punto di arrivo. Giametta non fa né la morale alla maniera classica, né intende esprimere trame a tesi, come nella narrativa illuministica: qui non vi sono né giudizi finali né conclusioni etico-pedagogiche.

Da traduttore e conoscitore di Nietzsche, Giametta si colloca al di l� della fase dell’incanto, dell’ottimismo etico, della scommessa educativa di tipo roussoviano: sa bene che la morale è un terreno di battaglia, dove protagonisti ancora più che i valori sono i Dilemmi tra i valori, le costellazioni di motivazioni, complicazioni ed effetti collaterali che i valori necessariamente oggi, come sempre, generano.

Eppure, al di qua e al di l� di Nietzsche, e fuori da ogni tipo di relativismo etico – Giametta si potrebbe piuttosto definire un ‘prospettivista etico’ – l’autore crede ancora in un Fondamento immarcescibile dei valori, che resiste anche al gioco delle parti, all’ambivalenza delle scelte morali, alle tragiche antinomie etiche del nostro tempo.

UNA TRAMA INTESSUTA DI DISCORSO

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La caratteristica forse più inattuale di questi racconti è la prevalenza del Discorso – per dirla in termini narratologici – rispetto al plot narrativo: Giametta non racconta per raccontare, racconta per capire. Il piacere del testo, di tessere la pagina, è tutt’uno con quello di dipanare una trama di qualit� ermeneutica, votata alla ricerca di una verit� o di più verit� attraverso la rappresentazione dei loro conflitti. Non vi sono qui valori e antivalori, vi sono valori in lotta tra di loro, vi è fede e malafede, spontaneit� e autoinganno, sincerit� e ipocrisia, verit� ed errore: ma i termini si possono rovesciare, non per una resa al relativismo etico, ma perché la realt� è contraddizione, guerra di scelte morali, scontro di forze-valore in campo. Il Discorso riguarda questo conflitto: più che una voce narrante che monopolizza il discorso filosofico-morali, vi sono personaggi che agiscono e pensano, pensano molto più di quanto agiscono, e riflettendo si pongono in relazione spesso conflittuale con altri soggetti pensanti e con una realt� gi� strutturata. In Giametta dunque il tempo narrativo viene spesso sospeso, per dare voce a lunghe pause pensanti, in cui questioni filosofiche, etiche, psicologiche e alla lunga anche antropologiche frullano nella testa dei protagonisti senza nessuna fretta di tornare al plot narrativo. I racconti si allungano proprio per dare spazio a questi meandri di pensiero, di approfondimento, di riflessione. Si tratta dunque di una narrativa pensante, di racconti ragionati, dove il raccontare è un cercare, la narrativa è ermeneutica, esegesi, ricerca e interpretazione, con un taglio saggistico evidente, di ascendenza- qualcuno ha detto- mitteleuropea.

L’UOMO APPRENDISTA DI UN GIOCO PIU’ GRANDE DI LUI

I valori morali (con le ripercussioni immorali e amorali e di nietzschiana memoria) attorno a cui ruotano questi testi sono quelli elementari e universali di sempre: l’amicizia, il rapporto discepolo maestro (nel primo racconto), la maternit� , il rapporto figlio-genitore e quello degli uomini con la natura e l’animalit� (nel secondo, che d� il titolo alla raccolta), la malattia e la morte e la loro ripercussione su chi resta (in Prometeo), la vanit� , la malafede in agguato nella stessa generosit� della munificenza apparentemente gratuita (in Il dono), il senso del bello che riscatta (nell’ultimo). Sullo sfondo, una concezione amara della natura umana, che vede nell’uomo, nella sua fragilit� e nella sua febbrile tendenza alla realizzazione, una checoviana marionetta in balia di madre natura, e delle circostanze stesse, talvolta incontrollabili e imprevedibili, che le sue anche piccole scelte scatenano. L’uomo non solo come burattino, ma anche come apprendista ingenuo che finisce con situarsi in un gioco di forze più grandi di lui: un apprendere dall’esperienza malgrado se stessi, sulla propria pelle.

PER UNA SCENOGRAFIA NARRATIVA DEI VALORI IN ATTO

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In tutti questi racconti c’è una voce che narra, cerca, indaga, ma poi si incrocia con altre voci, quelle dei personaggi altri, che vivono, agiscono e pensano in base ai loro punti di vista. Giametta mette in scena delle idee e dei valori attraverso attori: ma tutto viene guidato da un maestro di scena che conduce il filo narrativo e porta allo sviluppo, talvolta, all'esplosione, del problema morale, del conflitto tra valori.

Dal punto di visto tecnico narrativo, è singolare come Giametta costruisca scenograficamente i racconti come degli edifici con stanze che si aprono su altre stanze: una scena si chiude e si riapre su un'altra scena, a cui è legata da un filo apparentemente secondario. Una tecnica ad anello, dove una scena si apre e si intreccia ad una successiva, formando una sorta di reticolato in espansione. Spesso le stanze che si aprono in questo sviluppo narrativo sono dominate, come detto, dalla riflessione filosofica, psicologica morale e antropologica: l’autore persegue questi pensieri narrati con una caparbiet� analitica particolare, scavando nel terreno dell’argomentazione e aggiungendovi un pathos ermeneutico e morale molto vivo, che fa del testo il luogo di una rivelazione progressiva appassionatamente perseguita e un campo di battaglia di idee in atto, di idee narrative.

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NOTE



BIBLIOGRAFIA
Sossio Giametta, Madonna con bambina (e altri racconti morali), Bur 2006

Milano, 2007-05-12 19:04:17

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