Letteratura per l'adolescenza, libri per ragazzi, romanzo di formazione

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Letteratura, adolescenza e romanzo di formazione
di Antonio Fiori.

i è spesso considerata la letteratura per l’adolescenza come una letteratura di confine tra quella dell’infanzia e la letteratura tout court, abbisognevole di collane specializzate o della creazione di un’ulteriore fascia di età nelle collane nate per l’infanzia. Insomma, non sapevamo mai in quale scaffale della libreria sistemare il romanzo di formazione, sia perché non sapevamo individuarne genere e titoli sia perché investiti dal dubbio che la letteratura non potesse classificarsi secondo le età dei lettori. Dove dunque collocare il romanzo di formazione, comunque adatto all’età della formazione? Tra la letteratura per ragazzi o a fianco ai classici? O, come qualcuno tenta, in uno spazio tutto suo?

Qualche anno fa mi sono messo di piglio buono e, fatto finalmente l’inventario dei miei libri, ho cominciato a riordinarli. Per generi supposti ma seguendo molto l’istinto. E mi sono ritrovato a collocare Zanna bianca di Jack London ( si, proprio quella edizione illustrata ‘per i ragazzi’ dei primi anni ‘60), L’amico ritrovato di Ulhman, la triade di Silone (Fontamara, Vino e pane, Il segreto di Luca), quella di Calvino (Il Visconte dimezzato, Il barone rampante, Il cavaliere inesistente), Il Signore degli anelli di Tolkein , nel settore dei classici mentre ho alla fine deciso di sistemare nel ‘reparto’ ragazzi i Sessanta racconti di Dino Buzzati, i I Buddenbrook di Thomas Mann, Giro di vite di Henry James. Certo ho mantenuto, per loro, i ragazzi, lo zoccolo duro: Il Diario di Anna Frank, i Sandokan di Emilio Salgari, Marcovaldo di Calvino, la prima fantascienza di Bradbury e Clarke, l’Antologia della letteratura fantastica curata da Borges, Ochampo e Casares. Insomma, un bel rimescolamento, dopo molte indecisioni. Ma dove collocare, a quale età consigliare la lettura, di Narciso e Boccadoro di Hesse? Della Montagna incantata di Mann? Del Garofano rosso di Vittorini? Della Storia di Tonle di Mario Rigoni Stern? E come considerare Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu, se non una storia-testimonianza di altissimo valore formativo? La difficoltà della risposta è acuita dal quadro un po’ desolante degli interessi dei nostri adolescenti e della loro scarsa propensione alla lettura. Senza volerne e poterne qui indagare le cause e le dimensioni, credo che alla domanda possa darsi una risposta ‘duttile’: offriamo più percorsi e lasciamo che siano loro a intersecarli.

Nicolo’ Ammanniti
La fascia di età tra i 16 e i 18 anni è la più delicata ma anche quella decisiva, dove si tirano le somme e si possono osare proposte di lettura più variegate: potremmo offrire Jack frusciante è uscito dal gruppo, di Brizzi, o il bellissimo Ti prendo e ti porto via di Nicolo’ Ammanniti, sconfinare nella nouvelle vague del giallo italiano (Camilleri, ma anche Fois, Todde, Lucarelli) o azzardare qualche classico dell’ottocento (non ancora Madame Bovary ma forse il Bel Amì di Maupassant). Bisognerebbe, per quanto possibile, adattarsi al singolo adolescente la cui personalità, dopo i 16 anni, è già in parte formata. Ritengo inoltre utile qualche “abbinamento” tra lettura e cinema, tra grande romanzo e grande regia (penso al Pinocchio di Comencini, pur girato per la televisione, al Garofano rosso di Faccini, del 1975, a La terra trema di Visconti [da I malavoglia ndr], del 1948, al Barnabò delle montagne di Olmi [da Buzzati ndr], del 1994).

Carlo lucarelli
Finora ci siamo confrontati con la narrativa. E’ dunque giusto chiedersi come e quando proporre la poesia. E’ la parte più difficile del discorso. Forse la poesia giocosa e la poesia sulla natura sono da suggerire fino ai quattordici anni: con scelte dal Trecento, ma anche da un Leopardi giovanissimo e scherzoso; quindi Palazzeschi e Gozzano, che fu anche un appassionato naturalista; tra gli stranieri non potrà mancare Emily Dickinson e “la tigre” di Borges. Proporrei in seguito, dopo i 15 anni, qualche scelta di poesia civile: Quasimodo e Neruda, ma con oculatezza e preparazione alla lettura, affinché l’impegno civile venga percepito come anteriore aii testi poetici. Al declinare dell’adolescenza, infine, potremo permetterci larghezza di temi e di autori: i grandi classici del primo novecento (italiani e francesi in particolare: Ungaretti, Montale, Baudelaire…), quindi poeti a noi più vicini, come Attilio Bertolucci, Vittorio Sereni, Mario Luzi e il grande Giorgio Caproni, che penso molto adatto ad una lettura “giovanile”. E non si dimentichi la straordinaria poesia alla madre di Pier Paolo Pasolini, inevitabile e insostituibile testo in questo tentato percorso iniziatico.

Milano, 8 ottobre 2006
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