ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA

LE ANTOLOGIE POETICHE E I SAGGI DI POESIA. UNO SFORZO SERIO PER FAR LUCE SU UNA REALTA' DIFFICILE

Intenational
Opere A-ZAutori A-ZArchivio
IntervisteMappe letterarieDossierContributiIle de France
Il lato oscuroScriversi addosso
RegistratiNotizie ItaliaLibri
Notizie ItaliaLibri

Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

Nuove acquisizioniNovità in libreriaLa mia libreriaCalendario
Chi siamoRedazione Virtuale
Ufficio stampaLa posta di Dora
Progetto UGOLink






Google
Web
www.italialibri.net
www.italialibri.org

Contributi
Il destino di un autore va oltre l'intenzionalità delle azioni preordinate a valorizzarne l'opera.
di Giovanni Nuscis

© Naoto Hattori
reatura organica e complessa, la Poesia. Dea antropomorfa o essere mortale. A volte divinizzata, a volte ignorata, sminuita. Fatta di ciò di cui si nutre e si è nutrita, nel tempo. Dunque, entità e corpo nel senso fisiologico del termine, con organi e cellule, e la sua linfa, il suo sangue. E i suoi sensi divenuti ipertrofici, nei millenni. Con la sua funzionalità, le sue patologie misteriose, gli equilibri e gli scompensi: di corpo esaltato e iperattivo, oppure stanco, appartato, appesantito, assente. Al punto che diciamo: è giusto così, lasciamola dov'è. Oppure: no, non è giusto, ... svegliamola, salviamola, diamole il posto che merita...

Non sappiamo se deambula... Ha gambe e piedi per muoversi e si muove, ma restando pure lì dov'era, in origine, ad accogliere ospiti giovani e vecchi, e la discendenza infinita, fino ai nostri giorni.

Tutti siamo stati in lei: distratti, spesso, al mattino, dentro un'aula, o appassionati, la notte, da soli, in una stanza. Entrando e uscendo il tempo necessario a visitarla, giudicarla, a trarre da Lei qualcosa; o restandovi dentro per sempre, legandoci in modo indissolubile. O come cavallo acheo che, come a Troia, le si insinua dentro per combatterla, astutamente.

L'abbiamo trovata misera e sontuosa, debole e forte, solare e notturna, schietta e oscura, memorabile o appena dignitosa. Una questione soggettiva e percettiva che, vorremmo dire, non sappiamo quanto conti, in fondo...

...Ma così non è. Perché si fondono nella Poesia anche le parole e i sentimenti su la Poesia, in modo naturale e causale, a volte, o deliberato e insistito. Una comunità ampia la circonda e la pervade, allettandola o ferendola, nutrendola o coartandola: imponendole nomi e direzioni, sorrisi e musi, indifferenza; indicandole i pezzi da dismettere, di sè, da rinnegare, da sopprimere. Questa sei tu, ... quest'altra, invece, non t'appartiene... Mentre altri pezzi, timidi o impazienti, attendono fuori di essere accolti, per glorificarsi, in Lei.

© Naoto Hattori
Molto le sfugge, e sfugge a chi le sta intorno, e dentro, e non c'è più controllo, nesso causale tra volontà ed eventi; svagata, in un angolo, non trovano risposta in Lei molte domande: per quanti anni ancora sostenere certi nomi, quale il valore, i connotati? E quanto oltre la vita dei più audaci, tra i poeti, campioni di self-marketing, può sospingersi la fama? Quando la loro caduta? Davvero cinquant'anni di silenzio, bastano, post mortem, perché cada l'oblio su i più eccellenti, tra i poeti, se non riconosciuti tali in vita?

Creatura imperscrutabile, la Poesia, non ha certezze e non ne dà. E come non è certo l'oblio, s'è già detto, parimenti, non si assicurano onori al poeta meritevole (sedicente, o reputato tale da un suo clan adorante). Galantuomo non sarà il tempo, che nulla può senza l'agire umano, ma un destino non scritto in alcun luogo, pronto a inverarsi e a capovolgersi in qualunque istante.

Solo ipotesi, dunque, nessuna garanzia. Ma con delle possibilità - mai parlare di probabilità! - che crescono o scemano a seconda dei casi. Un modo diverso per dire di credere in noi stessi, e nel nostro sforzo creativo (il termine successo non ci piace?), cosÏ come alla necessità di valorizzare al meglio il risultato ottenuto, finanche demandando ad altri questo compito. Percorso nient'affatto obbligato, comunque, puramente eventuale, quello che seguirebbe l'opera ultimata, ma che potrebbe, forse, giovarle: quanti più la conoscono, inutile dire, potranno apprezzarla dentro o fuori i confini nazionali, nell'ottica di riconoscimenti prestigiosi: il massimo, magari, in terra di Svezia.

Ma il destino di un autore, sappiamo, va oltre l'intenzionalità delle azioni - sue e dei suoi sostenitori - preordinate a valorizzarne l'opera. La Poesia, in quanto musa, è personalità libera, incoercibile, imprevedibile; che agisce secondo una ragione e dei sentimenti, al di là delle nostre attese. La storia della letteratura lo conferma, con le cicliche rivalutazioni: pensiamo ai casi di Giorgio Caproni, Bartolo Cattafi, Umberto Saba, meno lontani, ora, dalle note cuspidi novecentesche.

Senza esaltazioni o scoramenti, non sarebbe forse meglio, allora, limitarsi a tenere viva la piccola fiamma che scalda e illumina il lavoro quotidiano, in modo autentico quanto scanzonato, che tutto mette in gioco, e in conto, compresa la marginalità, l'infinitesimalità probabile, l'incomprensione da parte della comunità letteraria? Una passione vera non deve, forse, trovare in se stessa la sua ragion d'essere, e cioè nella pratica umile (sia che si tratti di scrittura, di lettura, di studio, di traduzione), indipendentemente dalle attese e dai giudizi esterni, pur utili e incoraggianti?

Se ciò può sembrare che attenui l'energia e la motivazione necessaria a promuovere al meglio il proprio lavoro, si consideri, però, che conterrebbe attenuerebbe anche - o eviterebbe - delusioni e frustrazioni pericolose, che generano ansie e sentimenti talvolta poco coerenti col magistero poetico...

*****

© Naoto Hattori
...Gli stessi sentimenti che sono trasparsi di recente dagli interventi di poeti e critici sulla querelle, infinita, delle antologie poetiche o dei saggi di poesia. Attacchi personali difensivi, senz'altro, ma da qualcuno, comunque, scatenati, e che non è possibile giustificare; non solo per la qualità dei lavori in questione (tra i più recenti, Dopo la lirica a cura di Enrico Testa, Poeti nel limbo di Marco Merlin, Trent'anni di novecento a cura di Alberto Bertoni, Nuovi poeti italiani a cura di Franco Loi, Nuovissima poesia italiana a cura di Maurizio Cucchi e Antonio Riccardi), ma perché costituiscono, ci sembra, uno sforzo serio di far luce su una realtà difficile da analizzare con profondità e, nel contempo, con ampiezza d'indagine. L'ovvia opinabilità dei criteri e delle scelte operate, come per il bicchiere a metà, viene spesso rimarcata come un limite, piuttosto che come diversità di prospettive, di analisi, di riferimento storico. Trattasi, invece, affermiamo convinti, di un impegno documentale che si fa, meritoriamente, tassello di un composito scenario di cui bisognerebbe essere grati ai compilatori, nessuno escluso. Del resto, è forse precluso a chicchessia di fare altrettanto, magari per migliorare, a proprio modo, lavori altrui non condivisi? Non di fermare in gola, o in punta di penna i giudizi negativi, è dunque l'auspicio, con un buonismo che, se accolto sic et simpliciter, decreterebbe la morte dello spirito critico, ma la riconduzione del dibattito, e dei toni, su un piano di civiltà e di mutuo rispetto. Magari, con ironica bonomia come, ricorderemo a titolo di esempio, nella ultra elitaria antologia La quarta triade di Giorgio Bàrberi Squarotti, Giuliano Gramigna e Angelo Mundula, garbata e dichiarata risposta alle più ampie antologie consacranti quanto escludenti.

© Naoto Hattori
L'inserimento di un autore in un lavoro antologico, specie se autorevole, a ben vedere, può costituire un lasciapassare alla posterità non meno che all'oblio, per ritenuta sopravvalutazione o insopportabile presenzialismo. O, più semplicemente, per la volubilità di un destino che sospinge in emersione, immancabilmente, pochi spezzoni di roccia lasciando invece sotto, incogniti, catene e continenti di cui sono parte.

Con serenità, dunque, il molto probabile e generale oblio, con la considerazione che se è vero che nessuno si è fatto da solo è anche vero che qualcosa di noi, sempre, comunque, resta, tenue o forte, dichiarato o sotteso, nella memoria che resiste e si perpetua, in altra vita.

Milano, 18 gennaio 2006
© Copyright 2006 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net


Rivista
Dossier
Contributi
Interviste




| (AUTOBIOG)RAFIE | ARTE | CONVENZIONI | EPICA | FANTASCIENZA | FILOSOFIA | FOTOGRAFIA | GIALLI & NOIR | MANUALI | METALETTERATURA | NARRATIVA | POESIA | RAGAZZI | REPORTAGE | ROSA | SAGGISTICA | STORIA | TEATRO | VIAGGI |





Novità in libreria...


IN ALTO
AUTORI - OPERE - INTERVISTE - DOSSIER - RIVISTA - POSTA - UFFICIO STAMPA