ITALO SVEVO VISSE A TRIESTE, NOTO PER I ROMANZI A SFONDO AUTOBIOGRAFICO, ISPIRATI ALLA CONFESSIONE PSICANALITICA

ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE


Italo Svevo (1861-1928)

| (francais) |



seudonimo del triestino Ettore Schmitz, Italo Svevo fu autore di alcune raccolte di racconti, in gran parte uscite postume (tra i quali: La novella del Buon Vecchio e della Bella Fanciulla, Vino generoso, Il Vecchione, Una burla riuscita e Corto viaggio sentimentale), di testi teatrali e di tre romanzi "maggiori": Una vita (1892), Senilità (1898), La coscienza di Zeno (1923). Compiuti gli studi in Germania, visse a Trieste — allora appartenente all’Impero Austro-Ungarico — città intrisa di influssi etnici e culturali molto diversi tra loro. Gravi problemi economici e l’insuccesso della sua attività letteraria, lo costrinsero a impiegarsi prima in banca, poi presso un’industria.

Dopo il discreto favore con cui la critica accolse l’uscita di Una vita, seguito dal "vuoto" che accompagnò la pubblicazione di Senilità, Svevo scrive di sé: «Questo romanzo non ottenne una sola parola di lode o di biasimo dalla nostra critica. Forse contribuì al suo insuccesso la veste alquanto dimessa in cui si presentò… Mi rassegnai al giudizio tanto unanime (non esiste un’unanimità più perfetta di quella del silenzio), e per venticinque anni m’astenni dallo scrivere. Se ci fu errore, fu errore mio».

Ma in questi venticinque anni studia, scrive e non riesce a eliminare dalla sua vita «quella ridicola e dannosa cosa che si chiama letteratura». Nel 1903 prese lezioni da James.Joyce, il quale, più avanti contribuirà al successo di Svevo tessendone le lodi. Intanto, anche in Italia, grazie soprattutto a Eugenio Montale, intorno al 1925-'26, lo scrittore viene finalmente "scoperto": si parlò, in seguito, di un vero e proprio «caso Svevo». In Francia il pieno riconoscimento del suo valore letterario, avviene tramite i critici Valéry, Larbaud e Benjamin Crémieux.

I tre romanzi, i quali costituiscono una specie di trilogia che approfondisce una tematica a sfondo autobiografico, sono tesi a cogliere l’analisi spietata dell’inconfessabilità dell’io più profondo. I protagonisti, infatti, in qualche modo si somigliano: in Una vita, il personaggio sveviano è incapace di un’esistenza estroflessa, in Senilità, diviene consapevole dell’impossibilità di incidere significativamente nella vita reale, e nella Coscienza di Zeno — ispirato alla confessione psicoanalitica di Freud — romanzo ormai pienamente maturo, il protagonista finisce per guardarsi vivere, cosciente della propria «malattia» e senza alcuna speranza, o forse volontà, di poterne mai guarire. Partito da moduli veristici e dallo psicologismo francese, ispirandosi a Zola e Goncourt, l’esperienza letteraria di Svevo si conclude infine — ormai più vicina a Proust e Joyce — con la testimonianza della crisi dell’uomo moderno che inevitabilmente deriva dal crollo della concezione classica e cristiana, e dalla coscienza dell’inevitabile fallimento di ogni tentativo di determinare in qualche modo gli eventi che lo coinvolgono.

A cura della Redazione Virtuale

9 aprile 2001
© Copyright 2001 italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net





Novità in libreria...


AUTORI A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z

OPERE A-Z
A
B
C
D
E
F
G
H
I
J
K
L
M
N
O
P
Q
R
S
T
U
V
W
X
Y
Z



Per consultare i più recenti commenti inviati dai lettori
o inviarne di nuovi sulla figura e sull'opera di
Leonardo Sciascia

|
|
|
|
|
|
|
I quesiti
dei lettori




IN ALTO

I commenti dei lettori


I nuovi commenti dei lettori vengono ora visualizzati in una nuova pagina!!

Totuccio (TOTUCCIO17@katamail.com), Lecce, 10/06/'04

Un genio. "Pirandello scopre le maschere, Svevo le toglie." (R.Rice)


Giovanni Trovato, Taranto, 18/05/'04

E' stato un grande autore del '700


Paolo Baruffi, (paolobaruffi@virgilio.it), Bergamo, 27/04/'04

Personalmente ritengo la coscienza di Zeno il capolavoro del primo '900. L'analisi psicologica lasciata al lettore mostra come l'inettitudine sia una malattia di alcuni individui della società, i salvati. Cadendo nell'omologazione dettata dalla società borghese (la nostra società dei mass media)si rischia la perdita della personalità e la vita meccanicistica, vero e proprio dramma della ristretta esistenza umana. Il testo rimane quindi di estrema attualità nonostante la lontana data della prima pubblicazione.


Manuel Ottaviani, Terni, 2/02/'04

Questo autore èuno tra i più grandi e importanti dell'inizio del '900. per questo motivo tutte le persone si dovrebbero leggere tutte le sue opere, soprattutto la coscienza di zeno!!!!!!!!!!


Rudy (rudymental@virgilio.it), Bologna, 25/10/'03

Ettore vendeva vernici marine, quelle per le navi, per i cantieri del porto di Trieste e non. Sono convinto che lavorasse come un pazzo,vernici e poi, "l'hobby" per la letteratura. mah... Cosa centrano con lui l'inettitudine e l'alianeazione? Frued a parte. Svevo lo immagine come un hyppie apolide ben vestito. Prima dei Beatles. Prima del '68. Prima di tutti noi. E' un vero genio italiano. U.S. 25/10/03 21.34


Manuele Manilia (maniliamanuele@tin.it), Roma, 04/06/03

A mio parere Italo Svevo e stato un grande scrittore perché ha preveduto quale sarà il male dell' uomo del futuro: l' inettitudine


Giorgia, Genova, 09/05/03

Cosa dire di Svevo? Sicuramente è riuscito a coinvolgermi sulle tematiche da lui trattate....L'inettitudine,che argomento affascinante..forse è perché in fondo anche io mi sento un po' inetta,e non mi vergogno ad ammetterlo...è magnifico il modo in cui fa risaltare la linea sottile che separa il dolore con l'autoironia.Svevo trasmette la drammaticità di un uomo che nella sua vita non ha mai preso una decisione mentendo sempre a se stesso.


Antonio Vecchio, Pavia, 12/04/03

Avevo letto la "coscienza di Zeno" al liceo ma,come spesso succede per le cose che ci vengono imposte,l'avevo trovato un po' noioso.Ora,passati trent'anni,l'ho riletto e ho avuto l'impressione di leggere un altro libro. Scritto da una persona matura che fa considerazioni "a posteriori"sulla sua vita e trattando di problemi tipici dell'adulto (moglie e amante,attività d'affari, fidanzamento e matrimonio ecc.)difficilmente può essere apprezzato da un ragazzo adolescente. Un'altra considerazione: Svevo,che io ritengo un grande scrittore, èun uomo dell'800 a tutti gli effetti. Nato nel 1861, agli inizi del '900 era già un uomo maturo che aveva fatto tutte le esperienze più importanti. Molti suoi punti di vista sono infatti tipici del secolo scorso.


GIULIA CERMELJ, Muggia (Ts), 21/03/03

IO NON AMO MOLTO LEGGERE MA IN QUESTO PERIODO A SCUOLA STIAMO TRATTANDO I POETI DEL'900.I POETI TRATTATI SONO STATI UNGARETTI, MONTALE, SABA E SVEVO. MI SONO PIACIUTE TUTTE LE POESIE DEI POETI FATTI MA IN PARTICOLARE I TESTI DELLA COSCIENZA DI SVEVO. MI SONO PIACIUTI PERCHE' IL POETA SCRIVE IN UN MODO DIVERSO DAGLI ALTRI E USA UN MODO PARTICOLARE PER ESPRIMERE LE COSE CHE ACCADONO (SCRIVE LE COSE QUANDO SI RICORDA E DOVE VUOLE LUI) IN PARTICOLARE MI E' PIACIUTA LA PIMA PARTE (QUELLA DELLA SIGARETTA). QUESTO TESTO E' IMPERDIBILE!


Alessandro Russo, Corigliano Cal., 05/03/03

Italo Svevo è lo scrittore più difficile da studiare. Ho appena finito di studiare il suo pensiero ed è davvero intrigante, non ho ancora letto nessuna delle sue opere per intero ma lo farò presto. Ammetto che è molto difficile capire il suo aspetto interiore ma ci proverò.


valentina (gioevale@blu.it), Acerra (Na), 08/02/2003

Ë il mio romanziere italiano preferito.anche se ho 16 anni ho letto moltissimo e posso dire che la coscienza di zeno è la più bella delle opere che ho letto


Michela Biondi, (michelle@inwind.it), Bologna, 29.06.2002

Svevo è l'inetto colui che non sa prendere una decisione perché sa che se lo fa tradisce la vita. La vita si compone di mille e più forme, ed aderire ad una di queste significa tradire la vita stessa. Coloro che scelgono una forma sono quelli più simili agli animali, coloro che si adattano all'ambiente e credono che quella sia l'unica forma di vita possibile o almeno la migliore così sentenziano sulla diversità altrui. Come fa il padre di Zeno con il figlio. Svevo è molto attuale con le sue ideologie, in quanto è come se descrivesse la nostra società. Perciò mi incuriosiva la sua ultima opera, quella lasciata incompiuta "il vecchione" ma non riesco a trovarla. In questa opera descrive come il vecchio inetto vive la sua condizione vero? Ovvero nel libro dice che da emarginato può godersi la luce e i colori della vita in quanto non deve più procedere con i ritmi sfrenati della società e perché può tranqulizzarsi in quanto non ha più il desiderio "di correre dietro a tutte le forme di vita" ? Se volete rispondermi sono tutta orecchie, cmq Svevo è un grande è l'io che dà forma alla vita ed è l'es che non ha più un tempo cronologico.


Patrizia Calvano, (patry81@excite.it), Roma, 18.06.2002

Trovo formidabile la voglia di lottare di Svevo.


Simone Valeri, (simonevaleri@net4free.it), Roma, 15.06.2002

Svevo è l'autore più noioso, pedante, e scarno che mi sia capitato di leggere. Un libro come "La Coscienza di Zeno" è nato allo scopo di confondere il lettore e gettarlo in una rete di insicurezze psicologiche. Molto buona la sua divisione umana tra Inetti e Lottatori pessimo il suo modo di scrivere, privo di qualsiasi bellezza artistica. Senz'altro un autore per gli "Inetti" come egli stesso si definiva.


Lisa Lupi (lisa142@interfree.it), Ferrara, 10.04.2002

Il primo testo di questo scrittore che ho potuto leggere è stato "Senilità". L'ho trovato molto curioso, con buone descrizioni, buona scrittura e sopra ogni altra cosa buona storia! Nonostante sia stato già pubblicato precedentemente senza ottenere grande successo, il mio umile parere come semplice lettore è senz'altro positivo!Un libro affascinante, sicuramente imperdibile!


Carlo De Frede (edefred@tin.it) Napoli, 01.07.2001

Schematicamente, i temi di Svevo si potrebbero così indicare:l'insicurezza dell'uomo moderno di fronte ad un mondo che è sempre meno definibile oggettivamente; l'analisi delle tortuosità interiori mediante le quali l'uomo si maschera a se stesso e si autoinganna; la consapevolezza che la spirale produttivistica porta la società moderna ad un destino di autodistruzione. Questa tematica viene espressa con una lingua di estrema concretezza.





http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Gio, 20 lug 2006

Autori | Opere | Narrativa | Poesia | Saggi | Arte | Interviste | Rivista | Dossier | Contributi | Pubblicità | Legale-©-Privacy