Nel 1847 Nievo, superati gli esami, torna nella casa di famiglia a Mantova. Da questo momento in poi, la biografia personale del giovane Ippolito è legata a doppio filo con le vicende storiche e politiche del suo tempo, dominate dai movimenti patriottici e dai moti anti austriaci: un legame su cui si costruirà anche lintreccio del suo futuro capolavoro, il cui protagonista, Carlino Altoviti, è stato definito a ragione un «picaro del Risorgimento». A Mantova infatti, Nievo partecipa al tentativo insurrezionale del 1848, fallito il quale, lascia deluso la città insieme allamico Attilio Magri, con cui trascorre alcuni mesi a Cremona. Qui nasce lidillio con Matilde Ferrari, durato due anni e futuro motivo ispiratore del romanzetto Antiafrodisiaco per lamor platonico, composto nel 1851.
Conseguita la licenza liceale, Nievo si iscrive al corso di diritto presso luniversità di Pavia. Ma anche se sarà uno studente brillante e raggiungerà la laurea in utroque iure nel 1855, tuttavia, la sua mente, le energie e i suoi reali interessi sono ormai rivolti altrove. Nel 1852 inizia infatti la sua attività di pubblicista, che proseguirà sempre accanto al lavoro letterario. Nel 1854 esce presso leditore Vendrame di Udine il primo volumetto dei Versi, raccolta di poesie pubblicate in precedenza sulla rivista «LAlchimista friulano». Nello stesso anno Nievo esordisce anche come drammaturgo: viene rappresentato a Padova, in verità con scarso successo, il suo dramma Gli ultimi giorni di Galileo Galilei.
Ma ormai la strada dello scrittore è decisamente segnata: deluso dalla situazione politica del suo paese, Ippolito nel 1855 si ritira in campagna, a Fossato di Rodigo, e qui ha inizio un periodo di intensa produttività artistica. Si intrecciano in questi mesi i progetti narrativi dei romanzi Angelo di bontà e Il conte pecorajo, de Il Varmo e di altre novelle campagnole, mentre già comincia a delinearsi nella mente dellautore labbozzo di quelle che saranno Le Confessioni dun Italiano, il suo capolavoro. Inoltre, con la sua attività pubblicistica, Nievo si avvicina sempre più al giornalismo militante milanese e collabora con Giovanni De Castro, direttore del settimanale «Il Caffè».
Lanno successivo, nel 1856, il racconto LAvvocatino, pubblicato sul foglio milanese «Il Panorama universale», gli procura un processo per vilipendio alle autorità austriache: Nievo assume il patrocinio di se stesso, ed è quindi costretto a trascorrere lunghi periodi a Milano per seguire le vicende giudiziarie. Una seccatura solo in apparenza: in realtà, è loccasione per godere del vivace clima culturale milanese e partecipare ai dibattiti politici e letterari che animavano quella che agli occhi del provinciale Nievo doveva sembrare una favolosa metropoli. Ritornato a Colloredo, Nievo scriverà allamico Carlo Gobio, ancora nella città lombarda: «Vo profugo per deserti interminati, in grandi stivali alla Suwarov col fango fino ai ginocchi; siedo nelle stalle a disputare coi contadini, mi turo gli orecchi a qualche eco di non lontani rumori che giunge fino a noi (...) E voi che ne fate della vostra vita Beniamini di Domeneddio? Oh quanto volentieri spirerei un pocolino i profumi dei risotti e delle panne Milanesi!... Ma... Peraltro il mio processo ha saltato la siepe; e il delitto si è cangiato in semplice contravvenzione di stampa! perciò spero ricevere il passaporto».
Si vede bene come il rammarico per aver lasciato Milano sia ben maggior del sollievo per lo scioglimento della questione giudiziaria, che in verità non aveva mai costituito una grande fonte di preoccupazione per Nievo. E possiamo pensare che anche il soggiorno a Milano, con i suoi infiniti stimoli e le svariate suggestioni intellettuali, abbia contribuito alla messa a punto del grande romanzo di Nievo, steso in pochi mesi di febbrile lavoro tra il 1857 e il 1858 (verrà pubblicato solo due anni dopo, con il titolo riveduto Le Confessioni dun ottuagenario).
Negli ultimi anni della sua breve vita Nievo sembra accantonare lattività letteraria per abbracciare un approccio più attivo alla storia e ai problemi dellItalia contemporanea. In realtà, la letteratura è sempre presente in filigrana, e sempre lo accompagna sia pure nella forme più erratiche e frammentarie della lettera, dellappunto poetico, del diario. È del 1859 il notevole saggio La rivoluzione nazionale, rimasto incompiuto e pubblicato postumo. Unitosi alle truppe garibaldine, il 5 maggio del 1860, Nievo salpa da Quarto a bordo del Lombardo con Nino Bixio e Giuseppe Cesare Abba; si distinguerà a Calatafimi e a Palermo, e Garibaldi gli affiderà la viceintendenza generale della spedizione.
Tornato al Nord tra il 1860 e il 1861, a febbraio Ippolito riceve lordine di tornare a Palermo per raccogliere la documentazione necessaria a smentire una campagna di dicerie calunniose montata contro lamministrazione garibaldina. Il 4 marzo si imbarca sul piroscafo Ercole, di ritorno verso il continente: la nave si inabisserà nel Tirreno, al largo di Napoli. Il relitto non verrà mai ritrovato.
A cura della Redazione Virtuale