ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

SCRIPTORIUM
Per una nuova Etica dello sviluppo

Greenpeace e la gestione dei rifiuti urbani

Spingere verso soluzioni sicure per la salute e per l'ambiente e condivise dai cittadini
(di Vittoria Polidori)

*
Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e verso il sistema usa e getta. La corretta gestione dei rifiuti, secondo Greenpeace, è quella che ha come obiettivo la minimizzazione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Questo si traduce nella minimizzazione della produzione dei rifiuti e nella massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti.

*

rifiuti sono ormai da anni al centro di tematiche politico-ambientali a livello internazionale ed europeo. Non a caso diversi programmi europei d’azione per l’ambiente hanno posto al centro dell’attenzione proprio il tema rifiuti e l’Europa ha promosso ed integrato una serie di normative di settore allo scopo di raggiungere una maggiore tutela dell’ambiente e della salute umana (1).

Ma l’ambito rifiuti è una di quelle aree in cui la politica ambientale deve concentrarsi ancora per molto tempo. In Italia, questo settore stenta a trovare una soluzione definitiva per una scarsa volontà politica o per scelte interessate a perseguire strade relativamente più brevi e imprenditoriali (come quella dell’incenerimento dei rifiuti per esempio). In tal modo, il problema rifiuti sta acquistando dimensioni davvero insostenibili come dimostrano le ripetute crisi che interessano quelle aree che storicamente presentano problematiche a riguardo, come le regioni centro meridionali.

La loro continua e smisurata produzione è il primo problema che dovrebbe essere affrontato concretamente. Ogni anno soltanto in Europa sono prodotti circa 1,3 miliardi di tonnellate di rifiuti, di cui 40 milioni di tonnellate di natura pericolosa. La produzione dei rifiuti, dagli anni '90 ad oggi, ha continuato a crescere parallelamente all'aumento della ricchezza e agli standard di vita sempre più elevati dei paesi occidentali. Tra il 1990 e il 1995, il totale dei rifiuti prodotti è aumentato di circa il 10% e si prevede che intorno al 2020 la produzione dei rifiuti possa aumentare del 45% rispetto al 1995. Oggi, fra l’altro, c’è una nuova minaccia in questo campo legata al boom dei consumi dei prodotti elettronici che ha portato in poco tempo ad un incremento di questi rottami ad alto contenuto di composti chimici pericolosi. Per la stragrande maggioranza questi rifiuti, che in Europa stanno crescendo ad un tasso del 35% all’anno, quasi tre volte superiore a qualsiasi altra frazione merceologica, sono smaltiti nel flusso dei rifiuti urbani determinando non pochi problemi d’inquinamento ambientale.

Obiettivo di Greenpeace è quello di spingere verso soluzioni che tutelino maggiormente la salute e l’ambiente e che, allo stesso tempo, siano condivise dalla cittadinanza. Sostenere tutte quelle azioni mirate alla prevenzione del rifiuto, seguite dalla raccolta differenziata spinta e dal riciclo dei materiali rappresentano la strada giusta da perseguire per arrivare alla corretta gestione dell’intero ciclo dei rifiuti.

La situazione dei rifiuti in Italia

*

Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e verso il sistema usa e getta. Basti pensare che nell’ultimo decennio si è avuto un aumento nella produzione di rifiuti pari al 20% e quella pro-capite è passata da 466 Kg/ab/anno nel 1998 a 539 Kg/ab/anno nel 2005. Secondo i dati ufficiali desunti dal rapporto Rifiuti APAT-ONR 2006, la produzione dei rifiuti urbani fa ancora registrare un ulteriore aumento raggiungendo quota 31,7 milioni di tonnellate nel 2005 (+5,5% rispetto al 2003), con un pro-capite medio nazionale di 539 kg/abitante per anno.

La crescita appare particolarmente marcata nelle regioni centrali dove la produzione ha fatto registrare un aumento percentuale, tra il 2001 ed il 2005, di poco inferiore al 10,3% contro un incremento dell’ordine dell’8,4% per il sud e del 6% circa per il nord. I valori di produzione più elevati si riscontrano al centro con circa 633 kg di rifiuti per abitante prodotti all’anno, a seguire si colloca il nord con 533 kg/ab./anno mentre i valori più bassi spettano al sud, in cui ogni abitante ha prodotto 496 kg nel 2005.

Per quanto riguarda la produzione dei rifiuti speciali (compresi quelli da costruzione e demolizione) si registra in Italia, come in molti altri paesi dell’Unione europea, un forte aumento di questa tipologia derivante dalle diverse attività economiche, tale da avere un incremento della produzione totale pari a circa il 18% nel triennio 2002-2004. I rifiuti speciali prodotti in Italia ammontano, nel 2004, ad oltre 108 milioni di tonnellate, di cui il 93% è costituito da rifiuti non pericolosi ed il restante 7% da quelli pericolosi.

Lo smaltimento in discarica, pur mostrando una lieve riduzione pari al 3%, si conferma, anche nel 2005, come la forma di gestione più utilizzata, con oltre 17 milioni di tonnellate di rifiuti interrati. Va, comunque, registrata la progressiva diminuzione del numero di discariche (61 in meno rispetto al 2004), soprattutto al sud del paese dove maggiore era la loro concentrazione e la loro inadeguatezza rispetto agli standard fissati dalla direttiva europea in materia.

L’incenerimento dei rifiuti urbani, che interessa il 10,2% dei rifiuti prodotti (bruciando una quota pari a 3,8 milioni di tonnellate nei 50 impianti operativi al 2005), mostra un aumento negli ultimi 5 anni di circa il 9%.

Tra il 2001 ed il 2005, la raccolta differenziata ha fatto registrare un incremento pari a circa 2,6 milioni di tonnellate (da 5,1 milioni di tonnellate a 7,7 milioni di tonnellate) corrispondente ad una crescita percentuale intorno al 50%. Nello stesso periodo di tempo, però, la produzione complessiva dei rifiuti urbani ha fatto rilevare un incremento di circa 2,3 milioni di tonnellate, andando così a controbilanciare l’esito positivo della raccolta differenziata, i cui livelli comunque risultano ancora bassi su scala nazionale. Nel 2005, la raccolta differenziata si colloca al 24,3% della produzione totale dei rifiuti urbani, ancora sensibilmente al di sotto del target del 35%, originariamente previsto per il 2003 dal D.Lgs. 22/97 e successivamente posticipato al 31 dicembre 2006 dal D.Lgs. 152/2006. La situazione appare, comunque, decisamente diversificata passando da una macroarea geografica all’altra. Infatti, nel nord (38,1%) si è ormai consolidato un sistema di raccolta differenziata dei rifiuti, in particolare delle frazioni organiche, in linea con le altre nazioni europee. I dati del centro (19,4%) e soprattutto quelli del sud (8,7%,) evidenziano, invece, che le perduranti emergenze richiedono di essere affrontate con la dovuta energia; in particolare, è necessario intervenire soprattutto per quanto riguarda l’attivazione della raccolta differenziata “porta a porta”, con particolare attenzione alla frazione umida, che risulta addirittura assente nella maggior parte dei contesti che vivono l’emergenza rifiuti.

Parallelamente allo sviluppo della raccolta differenziata, nelle aree del nord e del centro si va consolidando un sistema industriale per il riciclo dei materiali raccolti separatamente che riguarda ormai il 15,5% del totale dei rifiuti urbani gestiti. Il compostaggio dei rifiuti urbani (incluso il loro trattamento meccanicobiologico), per esempio, ha raggiunto nel 2005 una quota pari a 3 milioni di tonnellate, registrando un incremento di circa il 125% rispetto al 1999.

Che cosa propone Greenpeace

*

La corretta gestione dei rifiuti, secondo Greenpeace, è quella che ha come obiettivo la minimizzazione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Questo si traduce nella minimizzazione della produzione dei rifiuti e nella massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti.

Tradizionalmente il problema della gestione dei rifiuti viene affrontato con un approccio a valle, una volta che il rifiuto è stato prodotto. Questo non ha fatto altro che spostare l’attenzione dalle azioni di prevenzione alle scelte di smaltimento. Con una situazione generalizzata di esaurimento delle discariche, l’approccio a valle suggerisce di optare per l’incenerimento. Va invece adottato l’approccio a monte, prima che il rifiuto si produca, che permette di individuare tutte quelle azioni volte a non produrre rifiuti (o a produrne una quantità inferiore) e tutte quelle azioni che permettono di riutilizzare, riciclare, recuperare i materiali contenuti negli stessi.

La strategia di Greenpeace è quindi la cosiddetta strategia delle “Erre”: Riduzione alla fonte, Riutilizzo/Riuso, Raccolta differenziata porta a porta, Riciclo/Recupero dei materiali.

Il campo di intervento sul lato della prevenzione (riduzione) è enorme. Innanzitutto, sarebbe opportuno attuare una serie di interventi legislativi volti ad identificare obiettivi e stabilire incentivi per promuovere la riduzione degli scarti. In Europa, e ora anche in Italia, si stanno sempre più diffondendo le positive esperienze di reintroduzione della vendita dei prodotti alla spina o con vuoto a rendere. Pensiamo all’acqua in bottiglia o al detersivo che usiamo per la lavatrice. Non è un paradosso che un prodotto che consumiamo in pochi minuti o in pochi giorni venga confezionato e venduto in un contenitore che impiega migliaia di anni per essere degradato dall’ambiente? E poi, come mai nei bar, pub e ristoranti ci sono le spinatrici delle birre di tutto il mondo e bevande delle maggiori multinazionali, mentre l’acqua è in vendita solo in bottiglia? Eppure l’acqua che esce dai nostri rubinetti nella maggior parte dei casi, oltre ad essere potabile, ha caratteristiche paragonabili, se non migliori, alle acque minerali. Occorre quindi una più ampia diffusione della vendita dell’acqua alla spina. Non è, invece, inusuale imbattersi in distributori di detersivi per piatti e bucato o in distributori di latte fresco. Andrebbero quindi incentivati gli operatori della distribuzione, grande e piccola, che intendano perseguire questa strada. La portata di questa operazione è enorme. Si risparmierebbero all’ambiente milioni di bottiglie e flaconi ogni giorno, per la stragrande maggioranza dei casi in plastica. Oltre alla distribuzione alla spina, si potrebbe, inoltre, reintrodurre il sistema del vuoto a rendere. Il vuoto a rendere non è limitato al solo vetro: in Germania, Olanda e Scandinavia per le bibite gassate vengono utilizzate bottiglie lavabili in plastica (PET) e riempibili nuovamente; sempre in Scandinavia, ma anche in Alto Adige il vuoto a rendere è usato su bottiglie in policarbonato per il latte.

Sempre in tema di riduzione occorre rifiutare la cultura dell’usa e getta. Si potrebbe ad esempio vietare l’utilizzo di stoviglie usa e getta nelle mense, sagre, feste e in tutti quegli eventi pubblici con somministrazione di cibi e bevande. In alternativa possono essere usate stoviglie lavabili e riutilizzabili oppure monouso, ma in materiale biodegradabile. Proprio da quest’anno, fra l’altro, è stato introdotto il marchio “compostabile CIC” rilasciato dal Consorzio Italiano Compostatori (CIC) a quei manufatti biodegradabili che possono essere immessi sul mercato come riciclabili al 100%: uno strumento utile al consumatore per riconoscere quei materiali ambientalmente sostenibili presenti sul mercato.

Altri esempi di come poter prevenire la produzione di rifiuti sono la riduzione degli imballaggi (non sono rari i casi in cui l’imballaggio è più pesante e voluminoso dell’oggetto che contiene), la promozione del noleggio e del mercato dell’usato. Le isole ecologiche dei Comuni potrebbero, ad esempio, ospitare un centro dell’usato. Si potrebbe formare e impiegare nuovo personale per riparare elettrodomestici o mobili che potrebbero poi essere venduti o dati in beneficenza.

*

Un ulteriore grande contributo alla riduzione dei rifiuti può venire dalla pratica dell’autocompostaggio domestico. Chi ne ha la possibilità potrebbe, infatti, gettare tutti i rifiuti umidi (scarti alimentari, sfalci, potature) nella compostiera. Nel giro di pochi mesi otterrà compost di ottima qualità che può utilizzare come ammendante per il proprio orto o per il giardinaggio. Fatto il possibile dal lato della prevenzione, occorre poi passare alla raccolta differenziata. L’obiettivo è quello di separare in flussi omogenei il maggior quantitativo possibile dei materiali contenuti nei rifiuti. Ottenere un buon materiale dalla raccolta differenziata significa aumentare le possibilità e la qualità della fase successiva, quella del riciclaggio. Ciò è possibile con la separazione a monte dei rifiuti. Il rifiuto peggiore, cioè difficilmente riutilizzabile, è infatti quello indifferenziato, in cui le varie frazioni si contaminano a vicenda. Sulla modalità di organizzazione della raccolta differenziata non esiste un’unica ricetta applicabile in tutte le realtà. Tuttavia le esperienze dimostrano che la raccolta effettuata con le campane stradali nelle migliori delle ipotesi permette di raggiungere circa il 30%. La vera svolta operativa che permette di far balzare in pochi mesi al 60, 70 e anche 80% la raccolta differenziata è il sistema “porta a porta”.

Per essere efficace, la raccolta porta a porta va accompagnata a una incisiva campagna d’informazione e comunicazione, insieme al coinvolgimento dei cittadini, anche al fine di trarne suggerimenti utili al nuovo servizio. Con il porta a porta si tolgono i cassonetti dalle strade. I rifiuti si separano in casa permettendo ad ogni tipologia di materiale “umido” (scarti alimentari, sfalci, potature) o “secco” (carta, legno, tessuti, vetro, plastica, alluminio, banda stagnata) di prendere la strada migliore per il suo reimpiego nell’economia. Il porta a porta permette di sottrarre dallo smaltimento finale fino ad oltre il 7085% in peso dei rifiuti. Solo il 15-30% circa del rifiuto residuale (l’indifferenziato) prenderà una strada diversa dal riciclaggio. Ulteriori tipologie di rifiuto, come gli ingombranti e gli elettrodomestici, possono poi essere conferiti presso le isole ecologiche comunali.

La raccolta “porta a porta” ed il conferimento nelle isole ecologiche permettono, inoltre, di controllare meglio quanti rifiuti ogni cittadino produce e quindi di applicare la tariffa puntuale. Il sistema tariffario permette di applicare il principio “chi inquina paga” facendo pagare in base alla quantità di rifiuti prodotti (e non in base alla superficie dell’abitazione e/o al numero dei componenti il nucleo familiare, come oggi diffusamente accade). Ad esempio è possibile calcolare la tariffa in base alla quantità di rifiuti indifferenziati non riciclabili prodotti, modalità che permette di incentivare la massima separazione possibile dei rifiuti riciclabili, premiando chi differenzia di più. In tutta Italia si stanno diffondendo esperienze di porta a porta che dimostrano come l’approccio descritto non sia affatto teorico. Le esperienze, di cui alcune sono riportate in Appendice, dimostrano che il sistema porta a porta:

  • contribuisce a ridurre la produzione di rifiuti (2);
    permette di far balzare la raccolta differenziata fino ad oltre l’80%, - riduce il conferimento in discarica;
    non comporta grandi variazioni nel costo complessivo del servizio (l’aumento dei costi per la raccolta sono ampiamente ripagati dalla riduzione dei costi per lo smaltimento e dai proventi della vendita del materiale riciclabile);
    crea nuovi posti di lavoro;
    libera spazi pubblici, vie e piazze dal degrado dei cassonetti, spesso sommersi da rifiuti abbandonati.

Dopo l’attuazione di un sistema di raccolta differenziata spinta, il rimanente 15-30% circa dei rifiuti residuali indifferenziati può essere sottoposto ad un trattamento meccanico-biologico (TMB) che stabilizza e riduce ulteriormente la quantità e la pericolosità dei rifiuti da portare allo smaltimento finale.

1/2
[CONTINUA––» 2/2]


NOTE
(1) Per citarne alcuni esempi:
Direttiva 2006/66/Ce del 6 settembre 2006, relativa a pile e accumulatori e ai rifiuti di pile e accumulatori (abroga la direttiva 91/157/CEE); Regolamento 1013/2006/Ce del 14 giugno 2006, relativa alla spedizioni di rifiuti (abroga il regolamento 259/93/Ce); Direttiva 2006/12/Ce del 5 aprile 2006, relativa ai rifiuti; Direttiva 2004/35/CE del 21 aprile 2004, relativa alla responsabilità ambientale in materia di prevenzione e riparazione del danno ambientale; Direttiva 2004/12/CE del 11 febbraio 2004, che modifica la direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio; Direttiva 2003/108/Ce del 8 dicembre 2003, che modifica la direttiva 2002/96/Ce sui rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE); Direttiva 2000/76/CE del 4 dicembre 2000, relativa all’incenerimento dei rifiuti; Direttiva 1999/31/CE del 26 aprile 1999, relativa alle discariche di rifiuti.

(2) In merito alla produzione pro-capite dei rifiuti urbani, anche i dati pubblicati nei rapporti annuali dell’APAT dimostrano che dove è diffuso il porta a porta la produzione pro-capite è minore e in diminuzione negli anni. Ad esempio in provincia di Treviso la produzione pro-capite dei rifiuti è passata da 385 kg/ab. nel 2001 a 375 nel 2005. Mentre in provincia di Brescia, dove il porta a porta non è diffuso, la produzione pro-capite è passata da 521 kg/ab. nel 2001 a 592 nel 2005. Questo anche perché a Brescia è presente il più grande inceneritore d’Italia e, come è noto agli addetti, questi impianti hanno bisogno di un flusso costante di rifiuti, disincentivando qualsiasi azioni volta alla riduzione e al riciclaggio dei materiali.

Le immagini documentano una spettacolare iniziativa dimostrativa di Greenpeace, volta a concentrare l'attenzione sui pericoli del cambiamento climatico in corso. L'azione ha avuto luogo sulle pendici del Monte Ararat, a una quota di 2500 metri. Nel maggio del 2007, una squadra di carpentieri tedeschi e turchi è stata impegnata nella costruzione di un'Arca sul modello della bibblica imbarcazione del patriarca Noè. Al termine la costruzione è stata adibita a rifugio per gli escursionisti impegnati nell'ascesa alla vetta (5137 m.).



BIBLIOGRAFIA

Milano, 2007-09-18 18:13:03

�© Copyright italialibri.net, Milano - Vietata la riproduzione, anche parziale, senza consenso di italialibri.net



Google
Web www.italialibri.net www.italialibri.org

AUTORI A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G
H I J K L M N
O P Q R S T U
V W X Y Z

SBN & RICERCHE...
Iccu
NOTIZIEITALIALIBRI
Notizie ItaliaLibri
Registrati!
Ricevi gratis i notiziari periodici con le novità librarie e le notizie di italialibri.net.
Gratis!

PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Le più belle poesie
si scrivono sopra le pietre
coi ginocchi piagati
e le menti aguzzate dal mistero.
Le più belle poesie si scrivono
davanti a un altare vuoto,
accerchiati da agenti
della divina follia.»

(Alda Merini)

AUTORI A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

OPERE A-Z
A B C D E F G H I J K L M
N O P Q R S T U V W X Y Z

PAROLE NUOVE

Apocalisse da camera
Apologia dell'incomunicabilità
Ne La Piccola Apocalisse l’interesse della narrazione è totalmente rivolto alla parola. Tommaso Landolfi rimane ai margini del panorama intellettuale della sua epoca, ma è assolutamente rappresentativo della crisi esistenziale dell’uomo del Novecento: l’incomunicabilità, la rappresentazione letteraria come lente deformante della realtà sono prerogative onnipresenti nella scrittura landolfiana, nell'ambito di quel filone della prosa che oltrepassa i limiti del reale in direzione del fantastico. (Marta Ferri)
In natura prevale la resistenza
Intervista a Luciano Erba
Luciano Erba, esponente di punta del gruppo di poeti denominato della Linea Lombarda, spiega il senso dei versi della raccolta poetica Remi in barca. Non un punto di arrivo, ma un economico riassetto personale, per procedere con maggiore efficienza e minor sforzo. (Maria Antonietta Trupia)
L’aristocrazia letteraria di Tomasi di Lampedusa
Nel racconto “La sirena”, scritto negli ultimi mesi di vita, il livello reale e quello surreale si incontrano
Nato a Palermo da un'antica famiglia della nobiltà siciliana, Giuseppe Tomasi di Lampedusa comincia a scrivere, durante un soggiorno nella casa londinese di uno zio ambasciatore, saggi sulla letteratura inglese. D'indole solitaria, accetta intorno a sé solo una ristretta cerchia di intellettuali sciliani. «Scrittore di un unico libro» (Montale) a fianco del più celebre romanzo, senza volere considerare vere e proprie narrazioni le “lezioni“ di letteratura francese ed inglese, si collocano degnamente i Racconti che furono pubblicati postumi sulla scia del successo de Il Gattopardo, opera a cui si lega la fama dell’autore. (Anna Maria Bonfiglio)

Greenpeace e la gestione dei rifiuti urbani
Spingere verso soluzioni sicure per la salute e per l'ambiente e condivise dai cittadini
Negli ultimi anni in Italia abbiamo assistito ad una crescente e smisurata produzione di rifiuti, indice di una società sempre più orientata ai consumi e verso il sistema usa e getta. La corretta gestione dei rifiuti, secondo Greenpeace, è quella che ha come obiettivo la minimizzazione della quantità dei materiali da portare allo smaltimento finale. Questo si traduce nella minimizzazione della produzione dei rifiuti e nella massimizzazione del recupero dei materiali presenti nei rifiuti. (Vittoria Polidori)
Un romanzo per volto, la parola per vestito
Il primo romanzo di Elena Ferrante
Nell'incipit de L'amore molesto, il corpo di una donna galleggia nella risacca del litorale di Spaccavento. Inizia così l'indagine retrospettiva della Ferrante nell'immaginario di una ragazzina raggomitolata sulla soglia di tormentosi ricordi che si intrecciano a fantasie infantili lontane nel tempo... (Luca Gabriele)
Le insolite astrazioni di Giannino di Lieto
«Un immenso deposito dei detriti di un mondo che, già prima dell’esplosione, doveva essere destituito di significato»
Giannino di Lieto (Minori, Salerno 1930-2006), poeta nuovo che non ha modelli, non ha maestri, ripudia gli imitatori, non cerca adepti, ha vissuto intensamente, dividendosi fra la scrittura, l’organizzazione culturale e l’impegno ideologico, seguendo un discorso proprio, fuori e sopra le mode, libero. (Giovanni Maria di Lieto)


ALTROVE






Pubblica annunci su ItaliaLibri
Pubblica annunci Google AdWords su ItaliaLibri
http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008