ITALIALIBRI - RIVISTA MENSILE ONLINE DI LIBRI ITALIANI, BIOGRAFIE DI AUTORI E RECENSIONI DI OPERE LETTERARIE

IN PRIMO PIANO


La farfalla dalle ali bruciate
Un senso problematico e sofferto della natura
Nella raccolta 'Particolari in controsenso' Marco Balzano osserva la realtà nel suo rovescio, nella sua controtendenza. Una visione della vita e della natura dove al senso si rinuncia; una visione disincantata e talvolta amara del tempo. (Roberto Caracci)


SCRIPTORIUM

    Domani

    DOMANI
    sputerò sulle parole
    infuocate
    senza lasciare
    spazio
    al vento
    Ci sono ma non sono io
    DOMANI
    spegnerò lo strazio
    dei lamenti
    senza lasciare
    spazio
    al tempo
    L'illusione del mio esserci
    è più forte dell'assenza di
    DOMANI

(Versi di Agata Sapienza)
(© ItaliaLibri 2007. Tutti i diritti riservati)



    da Terra bruciata di mezzo (fra Vespero e Lucifero)

    Siamo proscritti tra l'universo
    e le sue sciagure nel clima stabile
    al bello, somma di catastrofi algebriche,
    se la linea dei tuoi occhi, ammessa la simmetria,
    se la linea delle apparenze rivanga terre gelide
    in quel taglio d'occhi che rallegra e tartassa
    perché ridente e lontano, gli occhi della profonda
    estate artica, perché ne sono trascinato
    e messo al corrente. Ma poi ne so poco, anzi nulla.
    Perché dov'ero, chi lo sa, e mi scaldavo ai fuochi
    d'ogni ferita inferta alle terre non mie. Cos'era,
    il principio, forse un frutto o l'esito di una metafora
    che non si seppe realizzare, e allora siamo oscillanti
    tra vita e maggiori spazi, pure se la tua semplicità
    è la più presuntuosa fra le espressioni.
    Le ombre, sulle cicatrici, si posano ondivaghe
    dichiarando le piccole morti di giorno in notte
    ma i suoni dalla bocca di mare si costringono
    vivi nell'aria spenta, tornando a visitare
    questa superficie ammobiliata
    che nelle parole di rammarico
    imbastisce messaggi e congedi

(Versi di Mirko Servetti)
(© ItaliaLibri 2007. Tutti i diritti riservati)



    VIENE UN FUTURO INABITATO

    Viene un futuro inabitato
    già condannato ad essere
    ulteriore passato
    quando dalla memoria
    più non viene il sussulto
    di ciò che finisce d'essere.

    E la mano segna orizzonti
    tesa nel'ambigua certezza
    dell'andare avanti
    che solo dissimula la fretta
    di andare via da oggi;
    e intanto la fatica è senza ragioni
    le notti bruciano inquiete
    la mente è materiale di scarto.

    E' per tutto il futuro mancato
    che sta inerte dentro al passato;
    è per la vita rinviata a domani
    se si è fatto sottile
    lo spessore dei giorni
    se lentamente mancherà l'avvenire.

    A volte la nostalgia
    cerca tra le sue ombre,
    ma la rosa nel bicchiere
    più non sa di sé;
    Perché è nell'aria che sono i presagi,
    sono le parole che si fanno domande:
    il grano, il fuoco, l'acqua.

(Versi di Alessandro Pirovano)
(© ItaliaLibri 2007. Tutti i diritti riservati)



Il tema degli SCARTI prosegue una serie di argomenti incentrati sull'Ambiente, che ItaliaLibri sottopone alla sensibilità, all'immaginazione, alla razionalità degli autori. I frutti (versi, racconti o saggi) verranno accolti sul sito e tra le pagine della nuova pubblicazione letteraria.



[ NUOVO TESTO ] [ RASSEGNA POETICA ]
divisorio
CONTRIBUTI RECENTI

Questo concede la poesia
Osservando il gran teatro del mondo
Il frammento di Giampiero Neri, colto tra le pagine della raccolta Poesie 1960 – 2005, ha la nobiltà del discontinuo. Visto attraverso un caleidoscopio senza fondo, il mondo non è meno grande e teatrale e in ogni siparietto locale è possibile vedere il tutto. (Gavino Angius)
Libertà perduta
Parole sulle labbra degli ultimi
Le stanze del cielo sono, per Paolo Ruffilli, quelle che frazionano gli spazi già angusti del carcere e della tossicodipendenza, i cui abitatori sono segnati rispettivamente da una propria claustrofobica costrizione fisica e morale, rassegnati tutti alla perdita della libertà (Mirko Servetti)
Tra Sogno e Tragedia
Il mito della ninfa più affascinante dell'Odissea
In Nausicaa, poema drammatico in tre atti, il viaggio in Sicilia dello scrittore, poeta e drammaturgo Giuseppe Conte sulle orme di Johann Wolfgang Goethe si trasforma in tre giorni di composizione febbrile sul mito della principessa Nausicaa, sfortunata amante di Ulisse. (Giordano Amicucci)
Girando a vuoto sul parquet
Un mondo al di là del reale
I versi di Mario De Santis volteggiano ne Le ore impossibili come le figure di una danza, che ha i suoi ritmi ma anche le sue imprevedibili trasgressioni, le sue libertà di movimento. Anche scrivere, per De Santis, è una danza, che ha tra l’altro la fantasia e la necessità figurale, oltre alla leggerezza e la tragedia, di un tango argentino (Roberto Caracci)
L'amore nelle stagioni in fuga
L'esperienza cosmica di Daniele Piccini
Con Altra stagione, Daniele Piccini disegna il reticolo di un canzoniere che pur utilizzando immagini e motivi della tradizione italica conserva una sua struggente modernità. Ardere nel presente vuol dire essere sottoposto a un processo alchemico di trasformazione, affrontare una dolorosa partenogenesi. Vivere non è solo metamorfosi, ma anche desiderio di ripartire ogni volta dallo zero assoluto del ventre e l’amore riporta nel sangue questo desiderio di origine (Roberto Caracci)
L'enigma in versi della postmodernità di Montale
Il poeta misurò la distanza tra il millennio e l’istante
In Quaderno di quattro anni, così come in generale nell’ultimo Montale si riconoscono i temi trattati in precedenza dal poeta, in relazione alla vita e alla morte, al tempo e alla memoria e ai ricordi personali, che proiettano un senso inquietante sulla vita, in modo particolare nelle composizioni: Vivere, Sul lago d’Orta, Ai tuoi piedi, In negativo, Fine di settembre, Dormiveglia, I Miraggi e Morgana. (Biagio Carrubba)
La letteratura nel cinema
Intervista al fondatore dell'«Italian Poetry Review»
Paolo Valesio insegna da trent’anni nelle università americane, dove la letteratura italiana suscita sempre un certo interesse. Più la narrativa che la poesia, più i contemporanei che i classici, grazie anche al collegamento tra cinema e letteratura, ovvero all’illustrazione cinematografica di movimenti letterari... (Maria Antonietta Trupia)
In natura prevale la resistenza
Intervista a Luciano Erba
Luciano Erba, esponente di punta del gruppo di poeti denominato della Linea Lombarda, spiega il senso dei versi della raccolta poetica Remi in barca. Non un punto di arrivo, ma un economico riassetto personale, per procedere con maggiore efficienza e minor sforzo. (Maria Antonietta Trupia)
Essere senza domani
Le parole estreme di Antonia Pozzi
La vita di Antonia Pozzi in cui tutte le congiunture sembrano all’inizio favorevoli, o addirittura privilegiate, condivide, tra il 1930 e il 1938,lo stesso ambiente, esistenziale e culturale, di una generazione che s’incontra nelle università milanesi sotto la guida di Antonio Banfi. Eppure, dentro di lei, è aperta una ferita che non può richiudersi, che probabilmente neppure la possibilità di realizzare il suo sogno giovanile d’amore avrebbe rimarginato. Parte I. (Tiziano Salari)
«Io non vado mai con i gruppi, sto fuori, ma mica viaggio solo, uno non può sempre star solo - a parte che, se uno sa con chi sta solo, a volte può essere in grande compagnia»

(Tiziano Terzani, intervista)
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PROGETTO U.G.O.
Ugo


«Un romanziere non sarà mai un organizzatore di uomini. Egli ama l’organizzazione ma, fatalmente, quella dei suoi personaggi»

(Ottiero Ottieri La linea gotica )

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PAROLE NUOVE

L'amore nelle stagioni in fuga
L'esperienza cosmica di Daniele Piccini
Con Altra stagione, Daniele Piccini disegna il reticolo di un canzoniere che pur utilizzando immagini e motivi della tradizione italica conserva una sua struggente modernità. Ardere nel presente vuol dire essere sottoposto a un processo alchemico di trasformazione, affrontare una dolorosa partenogenesi. Vivere non è solo metamorfosi, ma anche desiderio di ripartire ogni volta dallo zero assoluto del ventre e l’amore riporta nel sangue questo desiderio di origine (Roberto Caracci)
Fragilità dell'identità nazionale
(Ma l'universale umano è un valore superiore)
Claudio Magris parla della natura che riveste un confine a lui prossimo e di quell'altra, la natura degli esseri umani. Parla di alcune opere che la sua penna felice ci ha donato, parla della letteratura e dei suoi guasti e parla del proprio rapporto con il lettore. Parla della lingua, dell'identità e della cultura nazionali come opportunità di conoscenza ma anche di disconoscimento. Parla della globalizzazione, della competitività e della crescente difficoltà che uno scrittore incontra oggi se vuole coprire fino in fondo il proprio ruolo d'intellettuale. (Sergio Sozi)
La formazione di “Pianissimo”
L’esperienza dell’interiorità
Ripercorrendo la vita di Camillo Sbarbaro negli anni che vanno tra il 1910 e il 1911, affiorano le ragioni ideali ed esistenziali che condussero il giovane poeta a comporre i versi fondativi di quel corpus organico di testi che è "Pianissimo". Il cuore quale “sismografo” di un periodo storico-letterario, è testimone di una vicenda personale ugualmente condivisa da altri scrittori d’inizio Novecento. (Daniele Pettinari)

Fuoco
Da "La vocazione del netturbino"
Un appartamento immerso in un'atmosfera lugubre. Un ragazzo ne esce e si aggira con un badile e una torcia elettrica per una discarica di rifiuti. La notte è animata dal volo dei gabbiani e dei corvi e il percorso è reso insicuro e viscido dalla incredibile varietà di prodotti organici marcescenti e dai liquami che ne fuoriescono. Mentre il rombo delle ruspe avanza, il protagonista è incalzato dal rogo generato dal calore della sua stessa torcia... (Roberto Caracci)
Democrazia critica
Un contributo illuminante e una proposta per contrastare alcuni fenomeni degenerativi della società democratica
Nel saggio ‘Il crucifige e la democrazia’, secondo il sottile e sofisticato ragionamento di Gustavo Zagrebelsky, una teoria della democrazia come fine e non solo come mezzo deve saper proporre un modello di pensiero ‘che non presuma di possedere la verità e la giustizia, ma nemmeno ne consideri insensata la ricerca’. (Redazione Virtuale)
Le insolite astrazioni di Giannino di Lieto
«Un immenso deposito dei detriti di un mondo che, già prima dell’esplosione, doveva essere destituito di significato»
Giannino di Lieto (Minori, Salerno 1930-2006), poeta nuovo che non ha modelli, non ha maestri, ripudia gli imitatori, non cerca adepti, ha vissuto intensamente, dividendosi fra la scrittura, l’organizzazione culturale e l’impegno ideologico, seguendo un discorso proprio, fuori e sopra le mode, libero. (Giovanni Maria di Lieto)


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http://www.italialibri.net - email: - Ultima revisione Mer, 15 mag 2008