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CONTRIBUTI
Il lancio del nano

Una società decente per gli immigrati

Permessi sorteggiati a caso? Sarebbe più giusto
(di Armando Massarenti)

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A proposito delle umilianti code inflitte agli immigrati, in occasione del rilascio dei permessi di soggiorno, una società decente dovrebbe tutelare la dignità dei nuovi arrivati. Una proposta interessante prevede l'introduzione del caso tra i criteri di espletamento delle pratiche

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a parola «umiliazione», usata in relazione alle code degli immigrati per i permessi di soggiorno, è quanto mai appropriata. Che cosa c'è di più umiliante che essere costretti a una trafila lesiva della propria dignità per ottenere un diritto mediante procedure arbitrarie e dall'esito quanto mai incerto?

Avishai Margalit, in uno dei più bei libri di filosofia politica degli ultimi anni, La società decente, sostiene che prima che «giusta», nel senso di John Rawls, una società deve essere «decente», deve cioè evitare di umiliare i propri membri. E lo deve essere anche nei confronti di coloro che non sono (ancora) titolari di diritti.

Margalit distingue assai accuratamente tra il «sentirsi umiliati» (che può contenere una forte componente soggettiva) e l'«avere buone ragioni per sentirsi umiliati». Quando queste «ragioni» sussistono, ciò che bisogna fare è cercare di cambiare le regole e i comportamenti delle istituzioni per trovarne di più umani. Una proposta interessante è quella pubblicata dall'«Avvenire» del 15 marzo 2006 in un articolo intitolato «Troppe code? Serve il sorteggio intelligente».

Il demografo Giancarlo Blangiardo, intervistato dal giornale della Cei, propone un sorteggio in cui il caso sia contemperato nella selezione dalla considerazione di alcuni parametri, come il titolo di studio, la conoscenza dell'italiano, le esperienze professionali precedenti, il Paese d'origine, ecc. Più alto è il punteggio, maggiori sono le probabilità di essere ammessi.

Anche se forse alcuni parametri suonerebbero arbitrari o ingiusti ai diretti interessati (perché mai un Paese di provenienza piuttosto che un altro dovrebbe essere premiante?), è un sistema certamente più dignitoso di quello attuale. Per ragioni procedurali, prima ancora che sostanziali. Ma, a ben vedere, anche il sorteggio puro e semplice lo sarebbe. In fondo che male c'è se una frazione infinitesimale delle ingiustizie del mondo viene risolta con un pizzico di fortuna?

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Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato da questo brano:



NOTE
Questo brano viene pubblicato nell'ambito del progetto formativo Il lancio del nano, promosso dalla Società Filosofica Italiana, per cortese concessione dell'editore Guanda




BIBLIOGRAFIA
Armando Massarenti,
Il lancio del nano. E altri esercizi di filosofia minima
(Guanda, Parma, settembre 2006)


Milano, 2007-12-02 19:41:20

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«Nell’abbassarsi, l’aria infuocata e viola, liquefacendosi dentro il cristallo posteriore della macchina, gli si schiacciò dentro gli occhi. Allora, per evitare lo sbattito, girò la testa. Ma s’incontrò di nuovo nell’incendio dei riflessi che, da Roserio, i vetri rimandavano su tutto l’orizzonte.»

(Giovanni Testori, Il dio di Roserio)

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Giovanni Sartori è nato a Firenze. Laureato nel 1946 in Scienze Politiche e Sociali, già autore di una teoria riguardante la classificazione dei sistemi partitici, è riconosciuto come uno dei massimi esperti internazionali di politologia. Ha insegnato nelle università di Firenze, Stanford, Yale e Harvard e ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali. (Redazione Virtuale)


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