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CONTRIBUTI
Filosofia minima

Siate precisi quando insultate

Maldicenze e invettive a prova di dizionario
(di Armando Massarenti)

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L'insulto può avere un ruolo importante nelle nostre vite e va distinto dall'ingiuria e dall'invettiva, intese a por fine a ogni ulteriore discussione. Un festival chiamato «Pianeta Maldicenza» ha lo scopo di celebrare l'antico costume cittadino di parlare liberamente in un clima di satira mordace, nel giorno di Sant'Agnese

    «Gli amici si dicono sinceri, ma in realtà sinceri sono i nemici.» [Arthur Schopenhauer]

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rendo questa citazione da L'arte di insultare di Arthur Schopenhauer. Un libriccino che è un po' una fregatura perché non contiene, in realtà, nessun autentico insulto, di quelli originalissimi e geniali di cui è infarcita la prosa del filosofo, soprattutto quando si riferisce a «quel cialtrone» di Hegel o alle imputridite università tedesche.

Quella frase va presa invece come una premessa generale per chiunque voglia capire perché, ed entro quali condizioni di contorno, l'insulto può avere un ruolo importante nelle nostre vite.

L'insulto è utile ed efficace quando in qualche modo dice - o perlomeno sfiora - la verità. E se dobbiamo ammettere che è più probabile che qualche verità scomoda su noi stessi ce la dica chi non ci vuole bene, e magari ci vuole offendere, sarebbe bello che invece qualche volta fossero proprio gli amici a dirci senza reticenze cosa pensano di noi.

Credo che sia proprio questo lo spirito di una tradizione aquilana, riportata in auge da alcuni anni da un festival chiamato «Pianeta Maldicenza», che ha lo scopo di «ricordare e celebrare l'antico costume cittadino di parlare liberamente, coraggiosamente e francamente di tutto e di tutti nel giorno di Sant'Agnese... in un clima di satira mordace mai pettegola, mai diffamatrice, mai calunniatrice».

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Tra gli ospiti d'onore, c'è stato anche il senatore a vita Giulio Andreotti: un politico i cui celebri aforismi, scopiazzati senza capirli dai moralisti francesi, potevano conferirgli un'aura di saggezza solo in un Paese sostanzialmente analfabeta come l'Italia... Non sto dicendo sul serio, naturalmente. Sto solo provando a esercitare, appunto, l'arte della maldicenza, che assomiglia un po' alla parresia dei filosofi greci e un po' all'opposto degli Esercizi di ammirazione di Emil Cioran.

I requisiti più importanti della verità sono, forse ancor più della sincerità, l'accuratezza e la precisione. Ce lo ha insegnato il filosofo inglese Bernard Williams. Valori fondamentali anche per la maldicenza, che per essere efficace ha bisogno degli ausili necessari. Per esempio del dizionario di Giovanni Casalegno e Guido Goffi Brutti, fessi e cattivi. Lessico della maldicenza italiana, che raccoglie 2.800 voci, da «Abbaiatore» a «Zuzzurellone» - ma passando per ingiurie ben più incisive - attraversando tutta la storia della letteratura italiana e attingendo anche dallo spigliato linguaggio odierno usato su Internet. Strumento indispensabile e prezioso per confezionare insulti e maldicenze nella maniera più «precisa» possibile, e dunque più «onesta», il Lessico definisce l'insulto «un atto linguistico di sintesi», dove la parola «condensa tutto un giudizio, una valutazione, un'argomentazione complessa». È una «calunnia abbreviata», per dirla ancora con Schopenhauer. Va distinto dall'ingiuria e dall'invettiva che, scagliate contro l'interlocutore, lo offendono nel profondo con parole intese a por fine a ogni ulteriore discussione o argomentazione.

Sant'Agnese cade all'inizio dell'anno, il 21 gennaio. Il «Pianeta Maldicenza» dura più o meno una settimana, in quello stesso periodo. Da come andranno le cose nel resto dell'anno gli aquilani capiranno se hanno sfruttato bene questa loro opportunità. Se hanno insultato bene, con competenza e con giudizio.

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Per esprimere la tua opinione e partecipare al dibattito aperto innescato da questo brano:



NOTE
Questo brano viene pubblicato nell'ambito del progetto formativo Il lancio del nano, promosso dalla Società Filosofica Italiana, per cortese concessione dell'editore Guanda




BIBLIOGRAFIA
Armando Massarenti,
Il lancio del nano. E altri esercizi di filosofia minima
(Guanda, Parma, settembre 2006)


I commenti dei lettori

Alberto B., Milano, 2008-03-16 21:48:23

Carissimo, mi trovo in una situazione delicata con tre persone. Le avrò davanti a me in una assemblea. L’articolo mi è MOLTO utile per difendermi!!Complimenti


Milano,

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(Carlo Emilio Gadda, La cognizione del dolore)

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